Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce(Gesù), affinché tutti credessero per mezzo di lui. Giovanni 1:7
venerdì 23 settembre 2011
LA FAIDA
In una regione selvaggia del Kurdistan vige ancora l'usanza della vendetta di sangue. Durante una lite, un uomo ne uccise un altro e subito fuggì, certo che il figlio della sua vittima si sarebbe vendicato su di lui. Infatti il figlio si mise sulle sue tracce. L'inseguimento proseguì per varie settimane. Un giorno il fuggitivo, sfinito e affamato, s'addormentò completamente esausto, senza che avesse avuto il tempo di cercarsi un nascondiglio sicuro. Si svegliò di soprassalto sentendosi toccare su una spalla. Allora capitolò: "Sono alla fine, non posso più fuggire; uccidimi adesso, lo merito". Ma il figlio della vittima gli rispose: "Ascoltami; io non ti ho seguito tutto questo tempo per vendicarmi, ma per dirti che sono cristiano. Ho imparato ciò che è il perdono. Vieni, ritorna a casa con me e viviamo in pace".
Il vecchio ed il nuovo
…Mi trovavo in carcere a scontare una condanna di due anni e mezzo per spaccio di droga (l'ultima delle mie condanne), e fu proprio lì che mia madre un giorno venendomi a trovare mi parlò del Signore…
Entrando nel tunnel della droga, all'età di venti anni, sono diventato anche spacciatore per procurarmi così la dose giornaliera a me necessaria. Cercavo un rifugio che mi aiutasse ad evadere dai miei tanti problemi, invece mi sono trovato sempre più coinvolto in numerosi fattori negativi. Per prima era giunta la cocaina, poi l'eroina, e come conseguenza di quest'ultima, anche il carcere. Questo mio mondo mi aveva offerto veramente poco, e nessuno poteva aiutarmi e liberarmi: infatti, la mia condotta aveva allontanato da me amici, parenti e genitori.
Un giorno mia madre mi fece visita in carcere e ne rimasi meravigliato perché non era mai venuta a trovarmi. Mi raccontò che frequentava una comunità evangelica dove si pregava, si parlava di Gesù ed i credenti pregavano anche per la mia salvezza e liberazione. "Quando uscirai devi venire anche tu" - mi disse.
Questo mi lasciò alquanto indifferente, ...
CHIEDIMI L'AMORE, iO TE LO DARO'
SE TI SENTI A META'
TRA SPIRITO E CARNALITA',
CHIEDI LA VITTORIA! DIO TE LA DARA'!
SE L'AMORE CHE VORRESTI DENTRO TE
SBARRA IL DESIDERIO DEL SUO TRIONFO
... NON DIMENTICARE FIGLIO MIO,
CHE IO DIMORO IN TE.
TI DO' RISPOSTE CHE NON HAI,
RIDO' LA LUCE NEI VUOTI TUOI.
SE L'AMORE IN TE VUOI RISVEGLIARE,
SAPPI CHE C'E', NON DEVI ASPETTARE...
L'AMORE VERO NON HA PAURA.
SE TU LO CERCHI LO TROVERAI...
PERCHE' L'AMORE CHE
IL TUO DIO BUONO TI DA'
SE CON TUTTO IL TUO ESSERE LO CERCHERAI,
SAPPI CHE C'E',
E' A DUE PASSI DA TE.
MA DOLOROSE CADUTE TI HANNO FATTO FATTO PENSARE CHE...
" NO... NO... PER ORA L'AMORE NON E' PER ME"!
FIGLIOLO MIO CARO,
COL MIO SANGUE TI HO LAVATO, SULLA MIA CROCE PER TE HO PAGATO...
IO TI HO SCELTO.
SEI IL MIO AMATO.
PENSI DAVVERO CHE SOTTO IL MIO CIELO,
IO NON ABBIA PENSATO AL TUO DESIDERIO?
PENSI DAVVERO CHE IL TUO DILETTO TI VOGLIA DA SOLO,
SENZA UN AMORE PERFETTO?
APRI IL TUO CUORE,
SPAZZA VIA LA PAURA!!
SIEDITI. E ASCOLTA...
LA MIA PAROLA ORA E' PER TE.
CHE MI CERCHI ED ANELI A ME....
I RICHIAMI, I RESPIRI, ORA... ASCOLTA...
E LEGGI LA VERITA'
NEGLI OCCHI DI CHI...
IN SILENZIO...
TI AMA GIA'..
RIFIUTARE, PREFERIRE, RIMANERE COSTANTI
Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato...
Rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile. Ebrei 11:24, 27
I genitori di Mosè non ebbero paura del decreto del faraone che esigeva di gettare nel Nilo ogni figlio maschio nato in famiglia ebrea (Ebrei 11:23). La fede in Dio li fece trionfare sul timore degli uomini. Anche Mosè, diventato adulto, allevato alla corte del Faraone, seppe vincere la tentazione di approfittare degli agi che gli erano offerti."Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli Egiziani e divenne potente in parole e opere" (Atti 7:2022). Era dunque un uomo molto dotato, istruito in tutta la scienza di quel paese la cui cultura dominava il mondo antico. Aveva una posizione molto elevata, essendo, per adozione, figlio della figlia del faraone, dunque potenziale erede al trono.
Ma ecco che nel momento in cui avrebbe potuto trarre profitto dalle sue capacità e dalla sua elevata posizione, voltò le spalle alla gloria del mondo e fece una scelta straordinaria: "preferì essere maltrattato con il popolo di Dio". Egli sapeva che il suo popolo, schiavo degli Egiziani, si stava logorando a fabbricare mattoni sotto la frusta di sorveglianti spietati. Ed era il popolo di Dio! Così Mosè preferì condividere la triste sorte del suo popolo piuttosto che "godere per breve tempo i piaceri del peccato". Ben al di là dei tesori dell'Egitto, egli vede per fede "il paese che si estende lontano" (Isaia 33:17), e che Dio avrebbe dato a Israele.
Cristiani, seguendo l'esempio di Mosè anche noi dobbiamo rifiutare le offerte del mondo e fare delle giuste scelte. Egli "rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile", cioè Dio, quello stesso Dio che noi conosciamo come Padre per mezzo di Gesù Cristo.
edizioni il messaggero cristiano - www.messaggerocristiano.it
giovedì 22 settembre 2011
LAVORO DÌ COSCIENZA
Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.
Proverbi 28:13
Odiato dai suoi fratelli, Giuseppe è prima gettato in una cisterna e alla fine venduto a dei mercanti in viaggio verso l'Egitto. Commesso il loro misfatto, í fratelli fanno credere al padre che Giuseppe sia stato sbranato da una belva.
Passano vent'anni; una carestia costringe quegli uomini ad andare in Egitto per acquistare del frumento. Essi non sanno che avrebbero incontrato Giuseppe, diventato nel frattempo viceré del paese. Giuseppe non si fa riconoscere subito perché vuole che prima si produca nei suoi fratelli un profondo lavorio dì coscienza. Durante un primo contatto essi osano dire "Siamo gente sincera"! (Genesi 42:11). Ma Giuseppe li accusa di spionaggio, trattiene uno di loro in prigione e chiede che gli portino Beniamino, il fratello più giovane, unica consolazione per quel povero padre. A questo punto la loro coscienza incomincia a risvegliarsi. Essi percepiscono il legame che c'è tra le difficoltà che stanno attraversando e la loro colpa nei confronti dì Giuseppe (42:21).
Durante il secondo viaggio con Beniamino, la loro coscienza parla ancora più forte, tanto che arrivano a dire: "Dio ha trovato l'iniquità dei tuoi servi" (44:16), e propongono a Giuseppe di liberare il fratello più giovane e trattenere loro come schiavi. Alla fine uno di loro fa una commovente confessione pubblica, segno di un reale e sincero pentimento, e a questo punto, fra le lacrime, Giuseppe si fa riconoscere.
Le nostre prove non sono sempre le conseguenze di qualche colpa. Ma ci devono far riflettere, perché è possibile che attraverso di esse Dio ci voglia parlare, o per spingerci ad abbandonare l'indifferenza o qualche peccato, o anche solo per verificare la realtà della nostra fede e rinforzarla. Egli è sempre pronto a perdonare e a farci ritrovare quella comunione con lui così indispensabile per la nostra vita spirituale.
edizioni il messaggero cristiano - www.messaggerocristiano.it
mercoledì 21 settembre 2011
La storia della resurrezione di Lydia Thofozi
Lydia è una collaboratrice di Erlo. Nel 1968 trovò Gesù e la sua crescita spirituale fu notevole. Quando l’incontrai nel 1976, lei aveva 24 anni.
Nel 1973 Lydia si ammalò gravemente. Il primo medico che la visitò, la curò per una forma di epatite e il suo stato peggiorava a vista d’occhio. Fu consultato allora un medico famosissimo, il quale diagnosticò una bilharziosi. Un terzo medico le trovò un’insufficienza cardiaca ed ordinò il ricovero in ospedale.
Fu la stessa Lydia a chiedere di essere portata nell’ “Ospedale della fede e della preghiera” di Siza Bantu. La trasportarono poi a Krnaskop, ove si tengono le riunioni di preghiera prolungate. Ma lei continuava a peggiorare. Si poteva nutrire solo di liquidi, e verso la fine vomitava tutto, anche il latte. Si pregò molto per lei. Le sue amiche le facevano compagnia a turno e trascorrevano le ore della notte nella preghiera.
Di giorno nella sua camera erano quasi sempre presenti vari membri del gruppo
JOAN, ex suora
Voglio ringraziare il Signore per la sua grande misericordia e per come mi ha guidato fuori dalle tenebre alla sua meravigliosa luce. Io sono cresciuta in una famiglia cattolica irlandese e non conoscevo altro modo per servire Dio, se non attraverso la messa e i sacramenti, pregando ai santi. Dopo aver speso gran parte della mia gioventù nella scuola cattolica, decisi di entrare nel convento di Nuoburgh (NY) nel 1955. Chiesi perdono a Dio di tutti i miei peccati e onestamente espressi il desiderio di servirlo per tutta la vita.
I miei primi anni spesi in questo convento dominicano erano molto felici, vivendo in comunità con altre suore, insegnando ai bambini e studiando. Il culmine della mia esperienza comunque la ebbi mentre mi trovavo in missione a Porto Rico dal 1970 al 1973. Ebbi modo di frequentare una riunione di preghiera di carismatici e qualcuno dei presenti pregò per me. Da quella sera in poi sperimentai un cambiamento meraviglioso nella mia vita. I miei occhi si aprirono alla parola di Dio e il mio cuore sperimentò il Suo amore per me. Fino ad allora ero stata sempre molto timorosa
LIBERAZIONE MIRACOLOSA
Il faraone, re d'Egitto... ha lasciato passare il tempo fissato! Geremia 46:17
Vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, Egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.
2 Corinzi 5:20-:21
Il veicolo sbanda in curva, esce di strada e si ritrova in un giardino sottostante. Per l'impatto l'auto si sfascia. Ne escono due giovani, vivi per miracolo, con solo alcune ferite non gravi.Stanno lì, inebetiti; sanno di aver sfiorato la morte e dicono di aver avuto molta "fortuna". Ma dì che fortuna sì tratta?
Chi li ha protetti e liberati da conseguenze che avrebbero potuto essere fatali? Ma soprattutto, dove sarebbero oggi se non ci fosse stato quel miracolo? All'inizio sono tanti gli interrogativi, ma presto la spensieratezza ha il sopravvento. Gli spaventi e le angosce vengono facilmente e rapidamente rimossi dalla mente. Questa è la natura umana con la sua incredibile capacità di reagire per occultare i cattivi ricordi e ricadere nell'indifferenza.
E se fosse Dio che ha voluto parlare a quei ragazzi? "Dio parla una volta, e anche due, ma l'uomo non ci bada" (Giobbe 33:14). La sua bontà ha concesso loro un tempo supplementare per pentirsi, perché "il Signore è paziente... non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento" (2 Pietro 3:9). Quei due giovani avranno approfittato della "fortuna" offerta loro di regolare con Dio la questione dei loro peccati e di ricevere il meraviglioso perdono concesso a tutti quelli che credono in Gesù Cristo? Non lo sappiamo. Ma questo racconto ci spinge a dirvi, con la Bibbia: "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori" (Ebrei 4:7).
edizioni il messaggero cristiano - www.messaggerocristiano.it
martedì 20 settembre 2011
IL GIUDIZIO IMMINENTE
L'uomo moderno non ama pensare a Dio in termini di collera, d'ira e di giudizio. Gli piace modellarsi un Dio secondo le proprie preferenze e attribuire a Dio le caratteristiche che vorrebbe farGli avere. Cerca di rifare un Dio che si conformi ai suoi profondi desideri e che lo faccia sentire a suo agio nei propri peccati.
Questo "dio" moderno ha gli attributi dell'amore, della misericordia e del perdono senza quello della giustizia. Ciò significa l'inesistenza di condanna e di punizione per il peccato. Dio è ricostruito secondo i princìpi della tolleranza, dell'amore che abbraccia tutti, e del benvolere universale.
La concezione biblica che nella natura divina la giustizia sia fondamentale come l'amore, viene abbandonata. In questa immagine di Dio non vi sono leggi che esigano obbedienza assoluta né criteri cui l'uomo debba attenersi.
Per esempio qualche tempo fa, più di novecento tra ecclesiastici e studenti si riunirono alla Scuola Teologica di Harvard per studiare la cosiddetta "nuova moralità". Un professore di teologia disse che l'unione sessuale tra coppie fidanzate prima del matrimonio non era un male e che Iddio avrebbe compreso. In un'altra scuola teologica un professore insegnava che la chiesa non dovrebbe condannare in forma assoluta nessun rapporto sessuale. Molti capi ecclesiastici continuano così a rifarsi un Dio secondo le tendenze mondane ed umanistiche del nostro tempo.
Ma questa specie di "dio" renderebbe il mondo impossibile, caotico, irresponsabile e votato alla distruzione di se stesso. Sarebbe impossibile all'uomo vivere con certezza e felicità. Perché abbia un significato, la vita dell'uomo deve essere basata sulla legge e su un legislatore. Il salmista diceva: "La legge dell'Eterno è perfetta,...
Iscriviti a:
Post (Atom)








