sabato 24 settembre 2011

Amare i propri nemici

Amare i propri nemici  Matteo 5:38-42

«Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente".  Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello.  Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due.  Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.

IL FALCO CHE NON SAPEVA VOLARE

"Ma quelli che sperano. Nel Signore acquistano nuove  forze, si alzano in volo come aquile"
(Isaia 40.31)

Un re ricevette come regalo due piccoli di falco e li consegnò al maestro di falconeria affinché li addestras­se. Passati alcuni mesi, il falconiere comunicò al re che uno dei falchi era stato perfettamente addestrato, che era pronto a volare e a cacciare per lui; però non capi­va cosa succedeva all'altro falco che, dal giorno del suo arrivo a palazzo, non si era mosso dal ramo, al punto che bisognava portargli addirittura il cibo fino a dove si trovava, altrimenti sarebbe morto per deperimento. Il re fece chiamare guaritori d'ogni tipo, ma nessuno di loro riuscì a far volare l'uccello. Incaricò allora i membri della corte di fare qualcosa, ma lo stesso non successe niente. Dalla finestra della sua stanza, il monarca pote­va vedere l'uccello immobile sul suo ramo. Alla fine, pubblicò un bando tra i suoi sudditi, e, la mattina seguente, finalmente vide il falco che volava nel giar­dino.. "Portatemi l'autore di questo miracolo", disse il re. Subito gli presentarono un contadino al quale chie­se: "Spiegami come hai fatto a far volare il falco? Forse sei un mago?" Tra felicità, timore e imbarazzo, l'omino spiegò: "Non è stato difficile, Altezza, ho semplice­mente tagliato il ramo su cui era poggiato il falco. Una volta che l'animale si è resoconto di avere le ali, ha cominciato a volare". Questa favola ci deve far riflette­re sul fatto che spesso anche noi uomini non ci rendia­mo con che possiamo "volare" spiritualmente, che possiamo avere una vita libera dal peccato che ci tiene legati su cose che piano piano ci portano al deperimen­to spirituale, e che prima o poi ci porteranno alla morte. Se diamola nostra vita a Cristo Gesù; allora anche noi saremo liberi dal peccato e... prenderemo il volo!

INCONTRARE DIO

Il cristiano sa che per un incontro reale con Dio c'è una sola via: la via vivente che si chia­ma Gesù Cristo.
Enrico de Lubac

AZZERARE IL CONTATORE

Può un Cusita (Etiope) cambiare la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Geremia 13:23

(Dio dice:) "Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola; torna a me, perché io ti ho riscattato". Isaia 44:22

Nella vita di ognuno di noi vi sono episodi dí cui non siamo orgogliosi, delle colpe dí cui cí vergogniamo quando ci ritroviamo soli con noi stessi, e che ci fanno soffrire. Allora cerchiamo di dimenticare e di respingere tali ricordi. Quello che è chiamato "complesso di colpa" a volte è proprio la giusta percezione del peccato. Come essere liberati da quel rimorso che ci ossessiona o da una colpa che ci turba? Sappiamo molto bene che non possiamo cancellare i peccati commessi, e sappiamo anche che non possiamo essere sicuri di non commetterne altri. Nessuno può, da solo, azzerare il contatore della propria coscienza! Le colpe e i peccati sono scritti nella coscienza in modo indelebile, come le macchie di colore sul pelame di un animale.
Nessuno può cancellare le colpe passate, né per sé, né per altri (Salmo 49:7). Solo Dio lo può fare. Infatti, Egli fa questa promessa: Anche se i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve" (Isaia 1:18).
Com'è possibile? Perché il suo Figlio Gesù Cristo "è stato dato a causa delle nostre offese" (Romani 4:25). "Egli ha portato i nostri peccati (ossia il castigo che questi meritavano) nel suo corpo, sul legno della croce" (1 Pietro 2:24). Il suo sangue sparso, il dono della sua vita, rendono giusto chiunque crede in Lui e lo accetta come suo Salvatore. Il credente è così un colpevole graziato, un peccatore perdonato, in pace con Dio e con se stesso. I suoi peccati sono cancellati per sempre (Ebrei 9:22).
"Beati quelli le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti" (Romani 4:7)!

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