domenica 13 maggio 2012

"Predica..., Insisti..."


Come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunzi? Romani 10:14


L'anno scolastico è terminato. Mi sto congedan­do dagli alunni che ho imparato a conoscere e ad amare durante i mesi trascorsi a lavorare insieme. Con tristezza realizzo che non rivedrò più la
maggior parte di loro. Ed ecco che un pensiero mi colpisce: É proprio l'ultima volta che li vedo o forse lì rivedrò in cielo con me? E mi viene in mente il versetto della Lettera ai Romani: "Come crederanno se non c'è chi predica?" Dio ha colpi­to la mia coscienza con una freccia. Col mio comportamento ho per lo meno dimostrato loro cosa significhi essere un vero cristiano?
Cari amici credenti, che prospettiva felice saper­si al riparo dal giudizio e al sicuro per l'eternità, perché il nostro Salvatore ci ha amati e ha dato se stesso per noi! Ma stiamo accanto a tante perso­ne che non condividono questa felicità! Non per­diamo le occasioni di parlare di lui e annunziare la buona notizia della salvezza. Ascoltiamo la voce del Signore che ci dice: "Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti...: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci..." (2 Timoteo 4:1, 2).
Chiediamogli anche di essere animati dallo stes­so spirito dell'apostolo Paolo che affermava: "Se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché neces­sità me ne è imposta; e guai a me, se non evangelizzo" (1 Corinzi 9:16).

Alla luce tua che risplende in noi
camminiamo in pace perché sfamo tuoi.
E dicendo al mondo ciò che hai fatto Tu
confessiamo il nome del Signor Gesù.

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sabato 12 maggio 2012

UNA SOLA PAROLA


Nel principio era la Parola; la Parola era con Dio, e la Parola era Dio... Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. Giovanni 1:1, 3


La gloria di Cristo è l'insieme di tutte le sue perfezioni, tra le quali la potenza, la santità, la giustizia e l'amore.
La potenza di Cristo può manifestarsi in molti modi. È così grande che è bastata una parola divina per trarre i mondi dal nulla (Genesi 1). "Egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa
apparve" (Salmo 33:9). Forse dimentichiamo che, se tutto è stato fatto da Cristo (Giovanni 1:3), è altrettanto vero che ancora oggi Egli "sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza" (Ebrei 1:3). "Tutte le cose sussistono in lui" (Colossesi 1: 17). Senza la potenza di Dio in attività permanente, l'universo non potrebbe sussistere.
Verrà un giorno in cui Cristo, per mezzo della sua parola, giudicherà i malvagi e farà scom­parire questa creazione per sostituirla con nuovi cieli e una nuova terra. "Vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi" (Apocalisse 21:1). L'universo che noi conosciamo scompa­rirà: "I cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono ín essa saranno bruciate" (2 Pietro 3:10).
Ma, prima di quel giorno, Cristo sarà venuto per prendere quelli che avranno creduto nel suo nome per essere salvati. Parlando con autorità, li chiamerà tutti, morti o vivi. Darà loro un corpo glorificato simile al suo, e li introdurrà nel cielo, nella "casa del Padre". Saranno con lui per sempre, non lo lasceranno mai più!

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mercoledì 9 maggio 2012

VEGLIAMO!


"Non dormiamo dunque come gli altri; ma vegliamo e siamo sobri" 


(I Tessalonicesi 5:6)


pubblicata da Credenti per Cristo



Per tener desto il senso della vita spirituale bisogna pregare. La preghiera ci tiene svegli e lucidi, non ci fa cadere nella tenta­zione, ci rende forti nello spirito nonostante la carne debole. Preghiamo affinché non cadiamo nelle mani del maligno.

martedì 8 maggio 2012

TOCCO RISOLUTORE

“E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti?” (Marco 5:30)




La folla accerchiava Gesù, e molti Lo toccavano, ma Egli, all’improvviso, fu consapevole di un contatto del tutto diverso. In esso riecheggiava il grido di un cuore sofferente, una supplica in cui era racchiusa un’affezione senza pari. Fu un tocco di fede, mosso dalla consapevolezza di un bisogno non rimandabile. Non si trattò di una pressione accidentale, di un contatto occasionale; non fu la vicinanza di due corpi che si urtavano nella ressa di una folla che si accalcava. Quel tocco fu del tutto intenzionaleQuesto evento illustra ciò che accade continuamente attorno a Cristo. Non possiamo muoverci senza pressarLo. Qualche volta nella nostra ostinazione Lo spingiamo in modo rude. Ma quando un uomo, pur tra miliardi di persone, allunga volontariamente la mano per raggiungere Cristo, per toccarLo con uno scopo ben preciso, per cercare una benedizione o per ricevere un aiuto, Egli istantaneamente riconosce la pressione di quel tocco e si volta per rispondere. Il Signore sa quando un cuore desidera il Suo intervento; non importa quanto quella persona sia sconosciuta, povera o nascosta dalla folla. Quel giorno, per quanto ne sappiamo, la benedizione non giunse a nessuno di quelli che si accalcavano intorno a Gesù se non a quella povera donna malata che toccò la veste di Cristo. La grazia e l’amore di Gesù si concentrarono su di lei, nonostante la ressa, perché ella aveva un peso sul cuore ormai insopportabile che la spinse a cercare l’intervento del Salvatore con una forte determinazioneIn ogni comunità o gruppo di persone, alcuni, per quanto presenti fisicamente, non realizzano l’intervento di Dio perché il loro tocco è privo di fede. Di contro, ci sono quelli che apparentemente sono meno prossimi alla fonte della benedizione e che pure, allungando la mano con piena fiducia, toccano la veste di Cristo e se ne tornano ristorati dalla consolazione del Signore

la sapienza di Dio


Proverbi 27:22 


Anche se tu pestassi lo stolto in un mortaio,
in mezzo al grano con il pestello,
la sua follia non lo lascerebbe.

La parola


Giovanni 1:3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei (la parola); e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

pubblicata da Credenti per Cristo ·

Guardiamoci attorno, facciamo spaziare l'occhio, tutto cio che colpiscono i nostri occhi, tutto ciò che risulta meraviglioso, è frutto della parola creatrice di Gesù, invece tutto ciò che riteniamo sbagliato, è la conseguenza degli errori dell'uomo.

domenica 6 maggio 2012

La via della solitudine


La via della solitudine a volte è anche via del dolore.
La via della solitudine a volte è anche la via del pianto e della recriminazione.
La via della solitudine a volte è anche la via dello sconforto e della paura.

Non dare ascolto al rumore dei tuoi passi, ma ascolta attentamente, altri passi si stanno avvicinando a te, sono i passi di Gesù che non vuole lasciarti solo. 

Permettigli di accompagnarti lungo la strada della solitudine

NON RINNEGHIAMO IL SIGNORE!


(Gesù disse:) "Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io rinnegherò
lui davanti al Padre mio che è nei cieli"
. Matteo 10:32-33


Ci troviamo in Romania, anno 1955. Sabina Wurmbrand, carcerata a causa della sua fede, è stata appena liberata. Sì ritrova in una società fatta dí persone libere, ma in un paese non libe­ro. Ecco i suoi ricordi: «Si consentiva ai più anziani di celebrare il culto, sebbene con qualche difficoltà e soltanto sotto controllo; ma non si poteva parlare di fede ai giovani. Tanti nostri vecchi amici, spaventati dall'idea di perdere il lavoro, non osavano più avvicinarsi a casa nostra. Altri non volevano ammettere di aver partecipato un tempo alle nostre riunioni cristiane. Passando davanti all'università, vidi un professore che conosceva­mo bene, e andai verso dí lui per salutarlo. Egli era con un collega. Mi disse: "Si sbaglia, signora, io non la conosco". E si voltò, incapace di guar­darmi in faccia.
Le persone avevano paura, ma la propaganda diceva che erano "libere". In prigione, anche nei momenti peggiori, avevamo potuto vedere la mano di Dio all'opera. Avevamo capito che, mal­grado le nostre sofferenze, non ci avrebbe abbandonato e che potevamo avere fiducia in lui. Così, lo scopo principale della nostra chiesa "clandestina" era dí insegnare queste cose.»
Cristiani, ricordiamoci della testimonianza di Sabina: Dio non ci abbandonerà, neanche nelle peggiori difficoltà! Domandiamo a lui la forza per non rinnegarlo mai, tanto più che abbiamo il privilegio di vivere in un paese libero.

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La chiesa viene paragonata al corpo umano


1Corinzi 12:12-31


Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l'orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?
Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci son dunque molte membra, ma c'è un unico corpo; l'occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava,
perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua. E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli?
Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre lingue? Interpretano tutti? Voi, però, desiderate ardentemente i carismi maggiori!

Una chiesa unita è una chiesa viva e vittoriosa!

sabato 5 maggio 2012

DI QUALE PNEUMATICO SI TRATTA?


La sapienza di questo mondo è paz­zia davanti a Dio. Infatti è scritto: "Egli prende i sapienti nella loro astuzia". 1 Corinzi 3:19

Tutti compariremo davanti al tribu­nale di Dio. Romani 14:10


In una bella giornata dí sole, quattro studenti avevano deciso di marinare la scuola. Il giorno seguente spiegano alla loro giovane insegnante che si era forato un pneumatico della loro auto.
Con loro grande sollievo, ella sorride dicendo loro: "Non c'è problema per il compito di ieri. Vi interrogherò su un altro argomento. Sedete cia­scuno al proprio posto e prendete un foglio e una penna". Gli studenti si siedono, soddisfatti della loro astuzia. "Ecco la prima domanda -riprende l'insegnante - Quale dei quattro pneu­matici si è forato?" Possiamo immaginare il seguitò...
Questo aneddoto illustra i limiti della menzo­gna. Presto o tardi viene scoperta, e seguono il ridicolo e la vergogna. Ma c'è di più. La verità è uno degli attributi di Dio; quando mentiamo lo offendiamo. Un giorno, Egli svelerà tutto ciò che è falso. Se non sarà su questa terra, sarà davanti al Suo tribunale quando ciascuno gli renderà conto di se stesso (Romani 14:10-12).
In certi casi possiamo essere tentati di dire solo una parte della verità per difendere i nostri inte­ressi, la nostra reputazione, o per evitare la sof­ferenza. Non dimentichiamo mai che Dio ci vede. Se abbiamo mentito a qualcuno, confes­siamoglielo, e facciamo così anche con il Signo­re. È una tappa umiliante, ma indispensabile per liberare la nostra coscienza e ritrovare la comunione con Dio.
Cristiani, lo Spirito di Dio è uno Spirito di verità e vuole guidarci in un cammino di rettitudine per la gloria del Signore e per la nostra libertà.

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venerdì 4 maggio 2012

UN KIT RELIGIOSO?


Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani... Ho conservato la tua parola nel mio cuore... O SIGNORE, insegnami i tuoi statuti... Apri i miei occhi.  Salmo 119:10-12, 18

Signore,... tu sei grande e operi meraviglie; tu solo sei Dio. Salmo 86:9, 10

Alcuni cristiani credono di trovare nelle prati­che di certe filosofie orientali (ad esempio lo yoga) quella serenità e quel conforto che servirebbero da preparazione alla meditazione cri­stiana. Ma questa è di tutt'altra natura. Le filo­sofie orientali considerano il corpo come una scala che conduce verso il divino. Al contrario, la fede cristiana è un processo di accettazione della grazia divina. Questa grazia la si trova sol­tanto in Dio. Quando leggo la Parola di Dio, Egli stesso mi viene incontro. E Lui che prende l'ini­ziativa. Al contrario del pensiero orientale, la Bibbia mi insegna che io non sono in grado di fare un solo passo per avvicinarmi a Dio, né per ottenere il suo favore, né per migliorare la mia natura, né per raggiungere uno stato di perfe­zione, perché sono un peccatore che ha bisogno dell'intervento di Dio in grazia.
Oggi c'è l'impressione che si possa disporre di una sorta di kit religioso da cui ciascuno, secon­do la sua convenienza, il suo gusto del momen­to, possa attingere; un po' di cristianesimo, un po' d'induismo, un po' di buddismo... Tutto questo ha del religioso, ma non ha niente a che vedere con la fede che salva. La vera fede è l'adesione a una persona, Gesù Cristo, Dio fatto uomo, che si è dato per me, che mi ha salvato, e al quale io mi do. Se mi sono già dato a lui, non appartengo più a me stesso.
Non posso darmi allo stesso tempo a Dio e ai falsi dèi. È impossibile!

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