Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce(Gesù), affinché tutti credessero per mezzo di lui. Giovanni 1:7
lunedì 27 maggio 2013
venerdì 24 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
CONVERSIONE E GUARIGIONE Isaia 6:9-10
9
Ed egli disse: «Va', e di' a questo popolo: "Ascoltate, sì, ma senza
capire; guardate, sì, ma senza discernere!" 10 Rendi insensibile il
cuore di questo popolo, rendigli duri gli orecchi, e chiudigli gli occhi, in modo che non veda con i suoi
occhi, non oda con i suoi orecchi, non intenda con il cuore, non si converta e
non sia guarito!»
Facendo riferimento alle parole conclusive del verso
dieci “non si converta e non sia
guarito!» non possiamo non ricordarci l’opera espiatrice che Gesù ha svolto duemila anni fa morendo sulla
croce per portarci a salvezza (conversione) e guarigione. È chiaro che quando
si parla di guarigione fa riferimento sia alla guarigione fisica che
principalmente alla guarigione spirituale. Nel versetto in questione, il
Signore parla al profeta Isaia dicendo di andare e riferire al popolo che per
un certo tempo il Signore faceva in modo che l’insensibilità che fino ad ora
avevano dimostrato, ora Dio la sfruttava a suo scopo per allontanarli da Lui. A
tale scopo parla di occhi di orecchie e di cuore, strumenti senza di cui non si
può afferrare la salvezza e la guarigione. Gesù stesso riprende i versetti in
questione nel Cap. 13:15 di Matteo “ perché il
cuore di questo popolo si è fatto insensibile: sono diventati duri d'orecchi e
hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire
con gli orecchi, e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li
guarisca" asserendo che così si adempiva la profezia di Isaia.
Conclude dicendo “Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri
orecchi, perché odono!”
1) Vedere con gli occhi.
Che cosa
vedevano i discepoli perché Gesù li qualifica beati? Essi stavano vedendo la
realizzazione della promessa antica ed eterna del Messia, Gesù era ed è il
Messia tanto atteso, lo vedevano con i loro occhi e potevano finalmente credere
in Lui. Luca 10:23 E, rivolgendosi
ai discepoli, disse loro privatamente: «Beati gli occhi che vedono quello che
voi vedete! Tanti prima di loro, profeti e giusti, avevano desiderato di
essere al loro posto, ma non erano nati nel tempo giusto, ora loro potevano
gustare di essere alla presenza del Giusto, il Messia, il Figlio di Dio.
Per
quello che ci concerne, alla stessa stregua dei tanti, noi non possiamo vedere
fisicamente Gesù perché è alla destra del Padre, ma i nostri occhi spirituali
possono farci percepire quando Lui è vicino a noi. Gesù ebbe a dire: Matteo 18:20 “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio
nome, lì sono io in mezzo a loro”. Gesù, tramite lo S. Santo, è sempre
presente e noi possiamo e dobbiamo sforzarci di ammiralo spiritualmente. La
scrittura stessa ci fa un quadro dettagliato della sua persona, del suo
carattere e dei suoi pregi. Vedere Gesù
per riconoscerlo come il Messia, è il primo passo per la salvezza. 2) Udire
con gli orecchi.
Che cosa i discepoli udivano perché Gesù li
qualifica beati? Essi stavano udendo la sua parola, i suoi insegnamenti, i suoi
ragionamenti, i suoi rimproveri, i suoi incoraggiamenti, udivano le parole di
salvezza tanto attese, udivano parole di perdono.
Il suo parlare era affascinante - Giovanni 7:46
“Le guardie risposero: «Nessuno parlò mai
come quest'uomo!”; il suo parlare era incoraggiante Matteo 14:27 “Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio,
sono io; non abbiate paura!”.
Il suo parlare era autorevolmente potente - Luca
4:41 “Anche i demoni uscivano da molti, gridando e dicendo: «Tu sei il
Figlio di Dio!» Ma egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché
sapevano che egli era il Cristo”.
Il suo parlare era amorevole - Giovanni 8:10-11
“Gesù, alzatosi e non vedendo altri che
la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha
condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti
condanno; va' e non peccare più»”.
Il suo parlare accendeva la speranza futura - Luca
21:33 “Il cielo e la terra
passeranno, ma le mie parole non passeranno”.
Ancora
oggi se apriamo le nostre orecchie spirituali, possiamo udire la voce di Gesù
che ci parla di salvezza, di perdono e di guarigione; udire la voce di Gesù è
il secondo passo per la salvezza.
Abbiamo parlato di vedere e di
udire, due passi importanti per la salvezza ma che in realtà potrebbero non
bastare per arrivare ad ottenerla, infatti il terzo passo è determinante
“intendere con il cuore”.
Quanti al tempo di Gesù in carne hanno visto e udito
parlare Gesù? Sicuramente tantissimi, ma solo pochi sono diventati seguaci di
Lui, questo ci deve fare pensare quanto sia importante il terzo passo
“intendere con il cuore”. Il cuore, come sappiamo, è la sede sei sentimenti e
pertanto comprendiamo che credere in Lui non può essere soltanto qualcosa che
coinvolge la nostra mente o psiche ma deve coinvolgere tutto il nostro essere
interiore Matteo 22:37 Gesù gli
disse: «"Ama il Signore Dio tuo
con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente".
Egli vuole che il suo messaggio di salvezza venga accettato con quello slancio
che solo un cuore infiammato può fare, Egli vuole che lo accettiamo come il
Salvatore, l’Unto,il Figlio di Dio. Giovanni 1:12-13 “ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli
ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel
suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da
volontà d'uomo, ma sono nati da Dio”. Gesù non si accontenta di parlare
alla mente, Egli vuole parlare al cuore, infatti il cuore è l’unica porta che
aprendosi riesce a raggiungere tutto l’essere umano: il cuore, la mente e lo
spirito al fine di risvegliarlo completamente 1Timoteo 1:5 “Lo scopo di questo incarico è l'amore che
viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera”; in
noi ci può essere un amore che scaturisce da un cuore impuro, ci può essere una
coscienza non buona che proviene da una mente peccaminosa, ci può essere una
fede non sincera che viene da uno spirito immorale, ma quando Gesù è penetrato
dentro il cuore dell’uomo, ecco che Egli mette ordine in ogni parte di esso
mettendo luce e vita nel cuore nella mente e principalmente nello spirito suo.
CONCLUSIONE
Al tempo di Isaia leggiamo che Dio ha chiuso per un
tempo l’accesso alla salvezza, ma Gesù ci rivela che già da duemila anni la
porta di accesso è stata aperta, la via è stata tracciata Giovanni 3:16-17
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che
ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma
abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per
giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. La
salvezza è stata proclamata con la nascita di Gesù, è stata promulgata con la
sua morte, è stata resa effettiva con la sua resurrezione, oggi è il tempo
accettevole.
Luca 4:18 «Lo Spirito
del Signore è sopra di me;
perciò mi ha
unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato ad
annunziare la liberazione ai prigionieri,
e ai ciechi il
ricupero della vista;
a rimettere in
libertà gli oppressi,
Luca 4:19 e a
proclamare l'anno accettevole del Signore».
A Dio sia la gloria.
GIACOMO ACETO
venerdì 17 maggio 2013
giovedì 16 maggio 2013
Le dieci domande a cui non è richiesta una risposta.
1.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani hanno veramente dato il loro cuore a
Gesù?
2.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani stanno affogando nelle preoccupazioni?
3.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani leggono la Bibbia e pregano solo in
chiesa?
4.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani amano vantarsi della loro grande umiltà?
5.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani pensano che la bugia se è piccola ed è
bianca si può praticare?
6.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani tralasciano la comune radunanza per
qualcosa di “più impellente”
7.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani sono più fedeli all’organizzazione che a
Gesù?
8.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani hanno cambiato chiesa per un problema,
ma non si sono riappacificati con il fratello o la sorella?
9.
Quanti
di quelli che si definiscono cristiani avendo lasciato malamente la comunità di
appartenenza per un problema hanno poi tranquillamente preso la Cena del
Signore nella nuova comunità e senza porsi il problema di
riappacificarsi?
10. Quanti di quelli che si
definiscono cristiani pensano che la propria denominazione sia migliore della
altre?
mercoledì 8 maggio 2013
DOVE CORRI?
“Alzo gli occhi verso i monti... Da dove mi
verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmi 120:1 - 2)
Un mio
amico mi raccontò la storia di qualcosa che accadde mentre suo padre era a
caccia di cervi neì boschi dell'Oregon, negli Statí Uniti. Suo padre stava
attraversando un antico sentiero con la carabina in mano. All'improvviso, vide
un animaletto che corse verso di lui e si rifugiò tra i suoi piedi. Guardò
verso il basso, e vide un conighetto che sì nascondeva tra i suoi stivali, e
che tremava come una foglia. Era qualcosa di molto raro. Infatti, i conigli
selvatici di solito hanno paura della gente. Mentre papà cercava una
spiegazione a quel fatto, entrò in scena un altro protagonista: di fronte a
papà c'era un animale piú grande che stava inseguendo il coniglietto. Allora
papà comprese di trovarsi in mezzo ad un piccolo dramma di vita e di morte nel
bosco. Il conighetto, esausto, aveva visto gli stivali di papà come ultima
speranza di rifugio. Dimenticando la sua diffidenza e paura, si era rifugiato
istintivamente li. Il padre del mio amico allora puntò la carabina al suolo, e
sparò, facendo scappare via l'animale feroce. Il coniglietto rimase fermo lí
ancora per un po', poi, saltellando, se ne tornò nel bosco. E tu, amico, dove
corri nei momenti di necessità? Dove corri quando t'inseguono í problemi, le
preoccupazioni e le paure? Dove ti nascondi quando il tuo passato ti perseguita
come un lupo implacabile, tentando di distruggerti? Va' da colui che ti
protegge. Ti sta aspettando a braccia aperte, sperando che ritorni da Lui, e
trovi rifugio in Lui.
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sabato 4 maggio 2013
Avrebbe dovuto subire diversi interventi al cuore ....
Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto.
Mi chiamo Caterina e, con mio marito Rosario, frequento la
Chiesa Cristiana Evangelica di Filadelfia (VV).
Desideriamo raccontare a tutti il grande miracolo che il
Signore ha compiuto nella nostra famiglia.
Avevamo due figli e, all’arrivo della terzogenita, ci siamo
trovati ad affrontare una grande prova.
Alle 11 e 50 del 19 febbraio 2011 nasceva la piccola Aurora:
il parto era andato bene,
ma col passare delle ore la bambina diventava sempre più
scura. Preoccupati, lo abbiamo fatto presente a una infermiera che, dopo un
consulto medico, ci ha informati che la bambina aveva dei gravi problemi
respiratori e doveva essere trasferita d’urgenza a un altra struttura
ospedaliera in cui avrebbero cercato di fare qualcosa per lei . In quei momenti
di particolare difficoltà abbiamo gridato al Signore, rivolgendo a Lui le
nostre preghiere affinché stendesse la Sua mano sulla nostra piccola.
Proprio nel momento in cui la stavano per trasferire
all’altro ospedale giunse da noi il pastore della nostra comunità con il quale,
subito, abbiamo potuto pregare assieme.
Le sue parole ci hanno rassicurato facendoci sapere che dovevamo
avere fiducia perché quella bimba che il Signore ci aveva donato l’aveva creata
Lui, e non avrebbe permesso che le accadesse nulla, prendendosi cura di lei.
Nel nuovo ospedale i medici ci avvertirono che la bambina
avrebbe dovuto subire diversi
interventi al cuore (almeno dodici) poiché avevano
riscontrato una cardiopatia grave e la situazione era molto critica. Nel frattempo
si era sparsa la voce dell’accaduto e i n tanti della famiglia e della comunità
iniziarono a rivolgere le loro preghiere al Signore.
I dottori si meravigliarono di come la bambina fosse
riuscita a vivere tante ore dalla nascita con una così grave insufficienza
respiratoria, senza danni gravi, ma noi eravamo certi che i l Signore stava
operando in lei.
Dopo qualche tempo la diagnosi cambiò; il problema non era
più al cuore, ma nei polmoni. I dottori affermarono: “Noi non possiamo fare
nulla. La bimba è troppo piccola per sopportare anche i l più leggero
intervento”.
A quel punto eravamo coscienti che solo un miracolo poteva
cambiare la situazione. La bimba venne intubata per respirare solamente
ossigeno. Ma nonostante questo noi eravamo tranquilli, sapevamo che in tanti
stavano pregando per questa situazione: stavamo aspettando che si aprissero
delle valvole polmonari per un processo naturale.
Il giorno dopo, domenica, è stata indetta una speciale
giornata in cui pregare. Anche altre comunità si sono unite alla nostra e le
preghiere sono giunte al trono di Dio: il Signore ha risposto in modo
meraviglioso! Già il giorno successivo Aurora aveva avuto un recupero del 50%
respirando da sola. Giorno per giorno ha fatto progressi trovandosi in poco
tempo fuori dall’emergenza e da ogni difficoltà senza subire alcun intervento!
Non possiamo descrivervi lo stupore dei medici! Aurora è una bimba bellissima e
noi, com’è scritto nella Bibbia, possiamo dire: «Nel giorno che ho gridato a
te, tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell’anima mia» (Salmo
138:3).
Abbiamo imparato che, per vincere nelle battaglie della
vita, dobbiamo essere uniti nel Signore.
Pregando con desiderio e con cuore umile nel Suo nome
vinceremo: «Noi canteremo di gioia per la tua vittoria, alzeremo le nostre
bandiere nel nome del nostro Dio» (Salmo 20:5). La prova non sarà mai più
grande della nostra forza e il Signore ci dà fede per affrontare ogni
avversità. “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”
(Salmo 46:1).
Caterina e
Rosario Mazzotta.
giovedì 2 maggio 2013
UNA RETE MORTALE
"Signore,
porgi a me il tuo orecchio; affrettati a liberarmi. Tirami fuori dalla rete che
m'han tesa di nascosto; poiché tu sei il mio baluardo" (Salmi 31:2, 4)
Una balena
grigia nuotava liberamente e felice per tutto il Pacifico. Riusciva a
raggiungere i cinquanta chilometri all'ora, a tuffarsi e a saltare senza inibizioni
nell'aria, per cadere con tutto il suo enorme peso di trenta tonnellate nelle
acque azzurre dall'Alaska fino alla costa del Messico.
Un triste
giorno andò a finire con la testa in una spessa rete messa lí per cacciare gli
squali. La rete le impediva di mangiare e, dopo alcune settimane, la balena
mori.
Anche molti
uomini si ritrovano catturati in reti mortali. Sono reti che intorpidiscono la
coscienza, offuscano la ragione, oscurano la mente e debilitano la volontà.
Non
vogliamo riferirci solo alle reti dell'alcool e della droga che imprigionano
definitivamente, bensí alle reti degli appetiti sensuali e a quelle delle passioni
esagerate che avvolgono e opprimono le loro vittime. Al principio sono reti
sottili che non si notano neanche. Poco a poco però si vanno ingrossando fino a
strangolare la loro vittima e a sgretolare completamente coscienza e volontà.
Chi cede
alla tentazione dell'inganno, della bugia, della falsità, non si rende conto
che si sta impigliando in una rete fatale. Allo stesso modo, chi commette
adulterio, non pensa che si sta mettendo in una rete mortale.
Amico, c'è
qualcuno che può liberarti da queste rèti mortali. È Cristo Gesú! Solo Lui può
tagliare quei legami, l'ha fatto per milioni di persone e vuole farlo anche per
te.
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