Visita fatta dal fratello Don Malloug, nel giorno
di Pentecoste, alla chiesa di Mosca
dal "Pentecoste' Evangel ,

Sono intense e varie le reazioni dei miei amici, quando racconto loro questa mia esperienza; per alcuni l'esistenza di una chiesa in un paese dichiarato ufficialmente ateo è incredibile, altri invece rimangono completamente perplessi. La situazione religiosa in questa nazione non si afferra facilmente. Le chiese sono affollate di persone, ed anche i posti in piedi significano un privilegio. Questa congregazione di Mosca è come una piccola oasi nella grande città di cinque milioni di anime. La capitale russa ha solamente una chiesa evangelica!
Le chiese in Russia sono controllate da una legge statale che noi definiamo severa. I locali sono di proprietà del governo. Le bibbie sono scarse; la diffusione degli opuscoli non è permessa ; la pubblicità di chiesa è proibita. Riunioni di preghiere e culti al di fuori del locale di culto sono vietate. Un rappresentante governativo è presente ad ogni culto, per accertare che nulla sia detto contro il governo. Non ci può essere predicazione sulla profezia biblica ne preghiere per le autorità governative. Sono sentitamente proibiti culti ed insegnamenti per bambini e giovani. Quale risultato, poca gioventù è presente ai culti. Buona parte dei cristiani presenti sono di media età.
Per legge tutti i credenti evangelici delle varie denominazioni, debbono radunarsi in una sola chiesa per ogni città. La chiesa di Mosca è chiamata Chiesa Evangelica Battista ; però non èesclusivamente Battista, anzi è composta di Battisti, di Pentecostali ed altre denominazioni di credo evangelico. Questa chiesa ha 4.500 membri ed ad ogni culto, da 2.500 a 3.000 anime affollano il locale, che normalmente accomoderebbe a sedere solo 1.250 persone. La chiesa di Leningrado ha 2.800 membri e ci sono vaste comunità in Minsk ed in molte altre città delle 15 repubbliche sovietiche.
Nella chiesa di Mosca ci sono dieci ministri di culto, il più anziano di loro è completamente al servizio del Signore, gli altri debbono essere occupati in parte nel lavoro secolare che è definito dal governo « più produttivo ».
Essere nella balconata della chiesa di Mosca, nel giorno di pentecoste dell'anno 1964, fu per me un piacevole privilegio. Non ho mai visto una massa di persone così serrate. Erano quietamente pigiate assieme, attente e devote. Non c'era alcun movimento o segno di impazienza, per quanto il culto durasse due ore. Frequentemente qualcuno cedeva il Suo posto a sedere a coloro che erano in piedi, con la massima attenzione, cercando di evitare il minimo disturbo. I soggetti della meravigliosa corale e del sermone erano sulla pentecoste. Verso la fine del culto, quale visitatori, fummo invitati a porgere i nostri saluti, ed a raccogliere i loro per tutti i credenti di tutte le nazioni che avremmo visitato. Il culmine fu quando la congregazione in piedi, rivolta verso noi, ci cantò l'inno numero 137 « Finchè insiem, finche insiem ». Cantando l'ultima strofa, sventolarono i loro fazzoletti. I visi volti verso noi, lo sventolio dei bianchi fazzoletti, la sincera espressione di affetto cristiano, è una scena che non dimenticherò. Le lacrime bagnarono il mio viso, pure essendo poco emotivo. Il ricordo dei moscoviti che serbo nel cuore, quale cristiano, sarà sempre: centinaia di adoratori sorridenti, che mandano i loro saluti tramite me a tutti voi.
Tratto da Risveglio Pentecostale Febb. 1965
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