giovedì 16 maggio 2013

Le dieci domande a cui non è richiesta una risposta.




1.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani hanno veramente dato il loro cuore a Gesù?
2.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani stanno affogando nelle preoccupazioni?
3.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani leggono la Bibbia e pregano solo in chiesa?
4.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani amano vantarsi della loro grande umiltà?
5.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani pensano che la bugia se è piccola ed è bianca si può praticare?
6.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani tralasciano la comune radunanza per qualcosa di “più impellente”
7.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani sono più fedeli all’organizzazione che a Gesù?
8.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani hanno cambiato chiesa per un problema, ma non si sono riappacificati con il fratello o la sorella?
9.      Quanti di quelli che si definiscono cristiani avendo lasciato malamente la comunità di appartenenza per un problema hanno poi tranquillamente preso la Cena del Signore nella nuova comunità e senza porsi il problema di riappacificarsi?
10. Quanti di quelli che si definiscono cristiani pensano che la propria denominazione sia migliore della altre?

mercoledì 8 maggio 2013

DOVE CORRI?


“Alzo gli occhi verso i monti... Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmi 120:1 - 2)



Un mio amico mi raccontò la storia di qualcosa che accadde mentre suo padre era a caccia di cervi neì boschi dell'Oregon, negli Statí Uniti. Suo padre stava attraversando un antico sentiero con la carabina in mano. All'improvviso, vide un animaletto che corse verso di lui e si rifugiò tra i suoi piedi. Guardò verso il basso, e vide un conighetto che sì nascondeva tra i suoi stivali, e che tremava come una foglia. Era qualcosa di molto raro. Infatti, i conigli selvatici di solito hanno paura della gente. Mentre papà cercava una spiegazione a quel fatto, entrò in scena un altro protagonista: di fronte a papà c'era un animale piú grande che stava inseguendo il coniglietto. Allora papà comprese di trovarsi in mezzo ad un piccolo dramma di vita e di morte nel bosco. Il conighetto, esausto, aveva visto gli stivali di papà come ultima speranza di rifugio. Dimenticando la sua diffidenza e paura, si era rifugiato istintivamente li. Il padre del mio amico allora puntò la carabina al suolo, e sparò, facendo scappare via l'animale feroce. Il coniglietto rimase fermo lí ancora per un po', poi, saltellando, se ne tornò nel bosco. E tu, amico, dove corri nei momenti di necessità? Dove corri quando t'inseguono í problemi, le preoccupazioni e le paure? Dove ti nascondi quando il tuo passato ti perseguita come un lupo implacabile, tentando di distruggerti? Va' da colui che ti protegge. Ti sta aspettando a braccia aperte, sperando che ritorni da Lui, e trovi rifugio in Lui.



sabato 4 maggio 2013

Avrebbe dovuto subire diversi interventi al cuore ....


Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto.


Mi chiamo Caterina e, con mio marito Rosario, frequento la Chiesa Cristiana Evangelica di Filadelfia (VV).
Desideriamo raccontare a tutti il grande miracolo che il Signore ha compiuto nella nostra famiglia.
Avevamo due figli e, all’arrivo della terzogenita, ci siamo trovati ad affrontare una grande prova.
Alle 11 e 50 del 19 febbraio 2011 nasceva la piccola Aurora: il parto era andato bene,
ma col passare delle ore la bambina diventava sempre più scura. Preoccupati, lo abbiamo fatto presente a una infermiera che, dopo un consulto medico, ci ha informati che la bambina aveva dei gravi problemi respiratori e doveva essere trasferita d’urgenza a un altra struttura ospedaliera in cui avrebbero cercato di fare qualcosa per lei . In quei momenti di particolare difficoltà abbiamo gridato al Signore, rivolgendo a Lui le nostre preghiere affinché stendesse la Sua mano sulla nostra piccola.
Proprio nel momento in cui la stavano per trasferire all’altro ospedale giunse da noi il pastore della nostra comunità con il quale, subito, abbiamo potuto pregare assieme.
Le sue parole ci hanno rassicurato facendoci sapere che dovevamo avere fiducia perché quella bimba che il Signore ci aveva donato l’aveva creata Lui, e non avrebbe permesso che le accadesse nulla, prendendosi cura di lei.
Nel nuovo ospedale i medici ci avvertirono che la bambina avrebbe dovuto subire diversi
interventi al cuore (almeno dodici) poiché avevano riscontrato una cardiopatia grave e la situazione era molto critica. Nel frattempo si era sparsa la voce dell’accaduto e i n tanti della famiglia e della comunità iniziarono a rivolgere le loro preghiere al Signore.
I dottori si meravigliarono di come la bambina fosse riuscita a vivere tante ore dalla nascita con una così grave insufficienza respiratoria, senza danni gravi, ma noi eravamo certi che i l Signore stava operando in lei.
Dopo qualche tempo la diagnosi cambiò; il problema non era più al cuore, ma nei polmoni. I dottori affermarono: “Noi non possiamo fare nulla. La bimba è troppo piccola per sopportare anche i l più leggero intervento”.
A quel punto eravamo coscienti che solo un miracolo poteva cambiare la situazione. La bimba venne intubata per respirare solamente ossigeno. Ma nonostante questo noi eravamo tranquilli, sapevamo che in tanti stavano pregando per questa situazione: stavamo aspettando che si aprissero delle valvole polmonari per un processo naturale.
Il giorno dopo, domenica, è stata indetta una speciale giornata in cui pregare. Anche altre comunità si sono unite alla nostra e le preghiere sono giunte al trono di Dio: il Signore ha risposto in modo meraviglioso! Già il giorno successivo Aurora aveva avuto un recupero del 50% respirando da sola. Giorno per giorno ha fatto progressi trovandosi in poco tempo fuori dall’emergenza e da ogni difficoltà senza subire alcun intervento! Non possiamo descrivervi lo stupore dei medici! Aurora è una bimba bellissima e noi, com’è scritto nella Bibbia, possiamo dire: «Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell’anima mia» (Salmo 138:3).
Abbiamo imparato che, per vincere nelle battaglie della vita, dobbiamo essere uniti nel Signore.
Pregando con desiderio e con cuore umile nel Suo nome vinceremo: «Noi canteremo di gioia per la tua vittoria, alzeremo le nostre bandiere nel nome del nostro Dio» (Salmo 20:5). La prova non sarà mai più grande della nostra forza e il Signore ci dà fede per affrontare ogni avversità. “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1).
Caterina e Rosario Mazzotta.

giovedì 2 maggio 2013

UNA RETE MORTALE


"Signore, porgi a me il tuo orecchio; affrettati a liberarmi. Tirami fuori dalla rete che m'han tesa di nascosto; poiché tu sei il mio baluardo" (Salmi 31:2, 4)



Una balena grigia nuotava liberamente e felice per tutto il Pacifico. Riusciva a raggiungere i cinquanta chilometri all'ora, a tuffarsi e a saltare senza inibizioni nell'aria, per cadere con tutto il suo enorme peso di trenta tonnellate nelle acque azzurre dall'Alaska fino alla costa del Messico.
Un triste giorno andò a finire con la testa in una spessa rete messa lí per cacciare gli squali. La rete le impediva di mangiare e, dopo alcune settimane, la balena mori.
Anche molti uomini si ritrovano catturati in reti mortali. Sono reti che intorpidiscono la coscienza, offuscano la ragione, oscurano la mente e debilitano la volontà.
Non vogliamo riferirci solo alle reti dell'alcool e della droga che imprigionano definitivamente, bensí alle reti degli appetiti sensuali e a quelle delle passioni esagerate che avvolgono e opprimono le loro vittime. Al principio sono reti sottili che non si notano neanche. Poco a poco però si vanno ingrossando fino a strangolare la loro vittima e a sgretolare completamente coscienza e volontà.
Chi cede alla tentazione dell'inganno, della bugia, della falsità, non si rende conto che si sta impigliando in una rete fatale. Allo stesso modo, chi commette adulterio, non pensa che si sta mettendo in una rete mortale.
Amico, c'è qualcuno che può liberarti da queste rèti mortali. È Cristo Gesú! Solo Lui può tagliare quei legami, l'ha fatto per milioni di persone e vuole farlo anche per te.

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sabato 13 aprile 2013

Scopri la fedeltà di Dio





La venuta di Gesù, la Sua morte sulla croce per i nostri peccati, la resurrezione, sono la garanzia della fedeltà di Dio. Dio mantiene le sue promesse, vuoi metterlo alla prova? scopri la fedeltà di Dio.

venerdì 12 aprile 2013

CHIESA ADI CONEGLIANO: Dai l'otto per mille

Come ogni anno, non dimentichiamo di donare di cuore l'otto per mille, considerato che ci costa solo uma firma.

CHIESA ADI CONEGLIANO: Dai l'otto per mille: S.E.A.S  e "OTTO PER MILLE" S ERVIZIO  E VANGELICO  A SSISTENZA  S OCIALE  (SEAS) delle ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA Il SEAS ...

SIAMO PELLEGRINI


"Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano" (Matteo 6:19, 20)


La battaglia infuriava e i soldati avanzavano contro il nemico. Al tramonto l'oscurità li obbligò a fermarsi fino al giorno dopo: con quel buio sarebbe stato pericoloso tentare di guadagnare più territorio.
Quindi, il comandante della truppa ordinò ai soldati di scavare una trincea.
Quando tutti avevano finito, rimase un solo soldato che continuava a scavare sempre più in profondità. Il comandante lo notò, e gli chiese perché stesse scavando così in profondità. Il soldato rispose che voleva che la trincea fosse ben profonda e sicura. Il comandante allora gli ricordò che non era necessario perché sarebbero rimasti là per una sola notte.
Questo aneddoto ci fa riflettere sulla tendenza che molti hanno nell'approfondirsi sulle cose di questa vita, come se dovessero passare tutta l'eternità su questa terra; ma non gli passa proprio per la mente che siamo pellegrini? Si conformano a tutto ciò che offre questo mondo; si aggrappano alle cose materiali; si sottomettono a questa terra con legami tanto forti al punto che alcuni, per qualche tragedia o qualche avversità economica, non sopportando il cambiamento, decidono di suicidarsi.
Ci conviene seguire le sagge parole di Gesù Cristo riportate nel versetto di oggi, dove i tesori non sono solo i soldi, ma possono rappresentare benissimo tutto ciò di materiale che per noi è prezioso e a cui diamo più importanza dei tesori spirituali.

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lunedì 8 aprile 2013

Cosa l'ha guarita?


"E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti." (Atti 3:16)


LA FEDE IN LUI
Vide se stessa in una visione stare in una chiesa in mezzo a persone che pregavano per lei ed una data, 29 marzo. Era molto malata, la data si avvicinava e Marlene era in ospedale e mai era stata in una chiesa. Pregò e sentì l'impulso di consultare le pagine gialle. Un numero le balzò agli occhi e chiamò. Il pastore Scott Emerson, dall'altro lato della cornetta, capì poco ma si recò in ospedale dalla donna.
Quando entrò, ella riconobbe in lui l'uomo della visione. Così chiese di essere portata in chiesa, una piccola chiesa di sette persone che pregarono per lei, si alzò in piedi, i suoi arti cominciarono a raddrizzarsi. Nella riunione sentì un fuoco agli occhi e tolse gli occhiali, ci vedeva di nuovo.
Dopo una visita in ospedale, tornò in casa sua nel Missouri... Sono passati molti anni e la vita di Marlene è tornata normale, va in bicicletta, viaggia e lavora a composizioni di fiori. Cosa l'ha guarita? Il pastore? La chiesa? No, la sua fede, la sua fede forse pazza in quella risposta di Dio. Per la fede è tornata normale ed ora viaggia testimoniando quanto Dio ha fatto in lei. La fede è capace di vedere l'impossibile, decidi di credere a Dio, decidi di credere alla Sua parola e vedrai il miracolo che aspetti manifestarsi in te!

lunedì 1 aprile 2013

Voglia di vivere.

Mi chiamo Alfiero Santini, ho 52 anni e vivo a Manerba del Garda.




All'età di 33 anni ho contratto la malattia della distrofia muscolare del secondo neurone di moto. Prima ero un imprenditore che credeva in se stesso e nel denaro, ed ero convinto che non mi mancasse niente dalla vita. La mia presunzione mi portava a credere di essere solo IO il PADRONE della MIA VITA.Vivevo a Firenze, lavoravo nel settore trasporti e avevo 40 persone che lavoravano per la mia azienda. Quando scoprirono la mia malattia, mi diagnosticarono da sei mesi a due anni di vita. Camminavo aiutandomi con un bastone e mi facevo aiutare per fare le scale. Ero sposato e non avevo figli. Ricordo quando il professore mi chiese di parlare con un mio familiare. Io gli risposi che poteva dire direttamente a me. Appena seppi il mio stato di salute, mi sembrò che mi fosse crollato addosso un palazzo. Uscii dall'ospedale, presi una macchina e mi ritrovai, senza accorgermene, in cima ad una collina. Da quel momento trascorsi i primi mesi allo stato brado, vivendo per un periodo di tempo nei boschi e dormendo nel mio fuoristrada. Credevo di essere solo e abbandonato da tutti. Tutto questo è successo dal gennaio/febbraio 1990 fino al 1995. Un mio cliente aveva dei parenti in America e mi fece andare in un ospedale di New York specializzato nella mia malattia, la cui diagnosi venne confermata, ma in una forma di sviluppo lenta. Mi dettero il nome di un ricercatore, un professore di Milano. Da quel momento mi feci seguire da lui all'ospedale Ponti (prima ero seguito all'ospedale Besta di Milano). Andavo a fare il controllo all'ospedale ogni tre mesi. Nel luglio del 1999 la mia capacità di deambulazione peggiorò. Un pomeriggio, verso le 16, mentre ero ricoverato entrai nella cappella interna dell'ospedale. Ero solo, e mi misi a piangere e a pregare. Stavo così male. Uscii dalla cappella e vomitai. Passò un'ora e poi mi sentii libero internamente. Non riuscivo a capire cosa fosse successo. Ricordo perfettamente che sentii una pace immensa dentro me. Da quel momento, nelle giornate successive mi veniva naturale fermarmi e pregare Dio con parole che venivano dal mio cuore. Una cosa è certa: mi sentivo più tranquillo nei riguardi del mio stato fisico e dentro di me era rinato il desiderio di vivere. Alla fine del 2002 dovetti chiudere tutte le mie attività perché ero impossibilitato a lavorare, e alla fine dell'anno 2003 smisi di deambulare e incominciai a fare uso della carrozzina, però riuscivo ancora a mangiare, a scrivere e alzarmi da solo. Nel luglio 2004 trascorsi le ferie a Manerba del Garda e in agosto mi trasferì definitivamente da Firenze a Manerba, presso mia sorella che aveva un albergo. Da quel momento, per tenermi impegnato mi affidarono il compito di gestire la clientela dell'albergo. Nello stesso periodo mia sorella mi disse che sarebbe venuto un signore a portare dei libri per la clientela dell'albergo. Un giorno si presentò questo signore mandato da Dio. Il suo nome era Luciano Battaglia. Veniva tramite l'opera chiamata I Gedeoni, portando i libri del Nuovo Testamento in varie lingue, che regalò ai clienti dell'albergo. Mi ricordo che egli, invece di presentarsi, mi parlò subito del Signore Gesù come unico Salvatore della mia vita. Questi concetti mi piacquero subito e fissammo altri incontri. Quando parlavamo insieme di Gesù, quelle parole mi facevano stare bene. Stringemmo una grande amicizia ed egli mi trasmise la voglia e il desiderio di leggere il Nuovo Testamento. Da allora sentii più forte il desiderio di pregare Dio, rifugiandomi in una vigna lì vicino. Più leggevo la parola di Dio e più sentivo il bisogno che Luciano mi desse delle spiegazioni al riguardo. Avevo come una grande sete dei concetti di Dio. Luciano ripeteva spesso la frase: "Gesù è la VIA, la VERITA' e la VITA!" Questa frase mi aiutava e tuttora mi aiuta a capire il senso dell'importanza della vita, anche se il mio corpo sta lentamente spegnendosi. Da quel momento capii il concetto che la mia vita non apparteneva più a me ma a Gesù Cristo, e mi veniva spontaneo dire: "Sia fatta la Sua volontà per la MIA VITA". Più il tempo passava e più sentivo il desiderio di avvicinarmi al Signore, così il 10 settembre 2006 decisi di testimoniare pubblicamente con il battesimo in acqua, in una spiaggia di Manerba del Garda, che Gesù era l'Unico Salvatore della mia vita e che avrei fatto la sua volontà. 
Vi vorrei lasciare con questo pensiero, che sempre mi accompagna e mi incoraggia:
Quando ci facciamo prendere dallo sconforto 
e ci piangiamo addosso tutto diventa negativo.
Se invece ci guardiamo attorno 
e vediamo le cose belle della natura 
che nostro Signore ha fatto ci distraiamo un po'.
Ma se invece guardiamo in cielo 
e preghiamo il nostro Signore Gesù 
il nostro stato negativosi trasforma in una vita, 
in una VITA positiva che sprigiona la voglia di vivere 
anche di fronte alle avversità.

Alfiero Santini

Estratto da Rosa di Sharon





martedì 19 marzo 2013

TUTTO È POSSIBILE, COME NEI TELEROMANZI


"Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua?"
(Matteo 16:26)



Erano le undici di sera quando i vigili del fuoco dovettero accorrere in un quartiere di Londra dove le fiamme avvolgevano già quasi tutto un edificio. L'incendio era iniziato in uno degli appartamenti dove vivevano tre donne. Mentre guardavano con tanta attenzione il loro teleromanzo preferito, una delle donne che fumava continuamente, senza accorgersene, aveva dato fuoco al tappeto. Nella sala non si riusciva a vedere niente a causa del fumo, ma le donne continuavano a stare attaccate al piccolo schermo. Il capo dei pompieri commentò: "Quelle donne non avrebbero notato nemmeno un'esplosione atomica, intente com'erano a guardare il loro teleromanzo".
Nella vita ognuno ha gusti, simpatie, inclinazioni e priorità personali. C'è gente che ama tanto il golf che non si perderebbe una partita nemmeno per il funerale di un suo caro. Ci sono persone che amano tanto il gioco delle carte, che potrebbero lasciare sul tappetino verde la propria fortuna, la propria famiglia e perfino i vestiti che indossano. Altri amano tanto la squadra del cuore che, se questa perde una partita o un campionato, possono arrivare a morire di infarto. E che cosa dire di quelli che amano tanto il denaro, che per esso sono disposti a sacrificare tutto: casa, figli, salute, integrità, onore e coscienza? La parte di noi che vivrà per tutta l'eternità è la nostra anima, che vivrà o in gloria eterna o in condanna eterna. È per questo motivo che salvare la nostra anima è la stessa cosa che salvare la nostra vita. Salvarci dalle tentazioni passeggere di questa vita, dalla pena eterna, deve essere la nostra grande priorità. Cristo vuole liberarci dal male e darci vita eterna.

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domenica 3 marzo 2013

LA RIVOLTA DEL PANE


E Gesù disse loro:
."Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete"  (Giovanni 6:35)



In Tunisia, nel 1984, ci fu una grande rivolta; il popolo si lanciò sulle strade protestando per l'aumento del costo del pane e di altri prodotti di prima necessità. Il resoconto di questa rivolta fu di 92 morti e migliaia di feriti. Il popolo tunisino sembrava impazzito come un fiume di lava che scende dal vulcano. Quando un popolo scende sulle strade con un'azione così violenta, quasi sempre ha due motivi: la fame di pane o la fame di giustizia e libertà. L'essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, ha due elementi da alimentare: il corpo fisico e il suo spirito. Per il corpo ha bisogno del pane, per lo spirito ha bisogno di libertà, giustizia e verità. Danton, uno dei leader della rivoluzione francese, diceva: "Dopo il pane, l'educazione è la prima necessità del popolo". E Gesù Cristo, il Maestro dei maestri, disse: "L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio" (Matteo 4:4). La Bibbia contiene una profezia interessante: "Verranno giorni, afferma il Signore Onnipotente, in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane né sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell'Eterno... essi andranno... cercando la parola del Signore, ma non la troveranno" (Amos 8:11, 12). È giusto protestare per la mancanza di pane. Ma perché non protestare anche per la mancanza della parola di Dio? Se i popoli si rendessero conto qual è la loro più grande necessità, si radunerebbero universalmente chiedendo la parola di Dio. Questo messaggio è scritto nella Bibbia, e la Bibbia dice che Cristo è il vero pane spirituale, senza il quale nessuno avrà vera vita.

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