sabato 17 settembre 2011

La Bibbia nel forno


Una Bibbia messa nel forno viene preservata da Dio
Una donna, il cui più grande tesoro era la Parola di Dio, stava facendo la pasta per il pane, quando udì che gl’inquisitori erano giunti nel villaggio e che avrebbero messo in prigione tutti coloro che possedevano una Bibbia.
Senza esitare, prese la sua Bibbia, la ricoperse di pasta e l’infornò assieme al pane. Poco dopo gli agenti arrivarono anche da lei e rovistarono tutta la casa, dal solaio alla cantina, senza trovare nulla. Appena gli uomini si furono allontanati, corse al forno e ritirò il pane con la Bibbia. Quale gioia per lei nel vedere che la Bibbia non aveva sofferto nessun danno; come gli amici di Daniele, che, gettati nella fornace ardente, ne uscirono assolutamente incolumi.
I discendenti di quella donna coraggiosa hanno conservato quella Bibbia gelosamente; l’ultimo erede, un contadino nato in Boemia che viveva in America, aveva ancora un grande rispetto per quel libro prezioso.

Testimonianza tratta da: http://www.chiesa-ev-p.de/Posta_per_te/posta_per_te.html

“Mamma accendi la luce! Mamma accendi la luce!”

“Mamma accendi la luce! Mamma accendi la luce!”
Prefazione.
La storia raccontata in queste poche pagine, non solo è realmente accaduta; ma continua a mantenersi viva fino ad oggi come un  miracolo che in qualsiasi momento può essere dimostrato dai diretti interessati per coloro che, avendo intrapreso un cammino di  fede, hanno bisogno di guardare seriamente all’esistenza di Dio. Per i quanti, persistendo nell’ateismo, credono di poter vivere senza la mano di Dio, non accettando che, del Suo aiuto e del Suo  amore sono un segno potente; un segno che vuole rivelare tutto il Proprio rispetto verso una creatura a volte insensibile, incapace,  ostinata, pronta ad ignorare le migliori opportunità per non ritrovarle più, priva di tendenze verso i tesori del cielo, più amante del  male che del bene, ma, indispensabilmente bisognosa d’amore, bisognosa di Dio. Questa testimonianza, dopo tanti anni, continua ad essere partecipata affinché si sappia….. “ …che ogni cosa è possibile a Dio".  - Marco 10:27  Era il dicembre del 1987 quando,

Allora si cominciò a invocare il nome del SIGNORE.

Anche a Set nacque un figlio, che chiamò Enos. Allora si cominciò a invocare il nome
del SIGNORE. Genesi 4:26

Enos
Set è il figlio che Eva partorì dopo la morte di Abele e dopo la maledizione pronunciata da Dio contro Caino (Genesi 4). A sua volta Set ebbe un figlio, che chiamò Enos, cioè "uomo mortale". Chiamando così suo figlio, Set rico­nosce che il giudizio di Dio pesa sopra ogni uomo e che la morte è la conseguenza del peccato. Ma ecco un secondo carattere della famiglia di Set. 'Allora si cominciò a invocare il nome del SIGNORE". Invocare il nome del Signore presuppone la fede. "Come invoche­ranno colui nel quale non hanno creduto?" (Romani 10:14). Invocare il nome del Signore è innanzitutto trovare la salvezza con le benedizioni infinite che questa comporta. "Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato" (Romani 10:13). Quando poi ho ottenuto la salvezza, allora invoco il nome del Signore per adorarlo. È il significato di questa frase: 'Allora sì cominciò ad invocare il nome del SIGNORE". Da quel momento vi furono sulla terra degli adoratori del vero Dio, tutti uomini dí fede che hanno invocato il suo nome (Genesi 12:8).
Invocare Dio presuppone una relazione vivente con lui e questa si ha solo tramite la fede in Cristo e nel suo sacrificio. "Per mezzo di lui, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto dí lab­bra che confessano il suo nome" (Ebrei 13:15).

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venerdì 16 settembre 2011

Cristiani fra i Musulmani

la testimonianza di Ruth Hussein
Tratta dal libro "Ma la loro gioia rimane" di Anneke Companjen - edito da La Casa della Bibbia
Copyright (c) 2001 edizione italiana - Porte Aperte Italia - Tutti i diritti riservati
Pubblicato con permesso dell'Editore

"Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove nella Sua santa dimora; a quelli che sono soli Dio dà una famiglia."(Salmo 68:5-6)

Era una splendida giornata di primavera. Ruth Hussein era affaccendata in casa per preparare il pranzo a suo marito Mansur che poteva tornare a casa da un momento all'altro. Distratta guardava dalla finestra. Ad un tratto si fermò una macchina davanti a casa. Suonarono alla porta, Ruth aprì e vide due poliziotti e Harold, un amico di famiglia e collaboratore di Mansur nella libreria cristiana.
Il cuore le batteva forte in gola e le mani le tremavano dalla paura. Pensò a Mansur. Si ricordò che nelle ultime settimane aveva detto di sfuggita di essere stato minacciato di morte.
"Entrate", disse tesa. Fu colpita dal volto pallido e preoccupato di Harold.
"Vorremmo farle qualche domanda", esordì uno dei poliziotti. "Suo marito ha dei debiti, o qualcuno gli deve del denaro? Ha dei nemici?"

Testimonianza di Farid

Farid, un ex musulmano, racconta alcune sue esperienze con Gesù

"AFFINCHÈ GLI UOMINI VEDANO LE VOSTRE BUONE OPERE E GLORIFICHINO IL VOSTRO "PADRE" CHE E' NEI CIELI."

Quando ero da poco convertito a Cristo lavoravo con tre colleghi nello stesso reparto di una azienda. Noi quattro avevamo turni diversi, perciò non ci vedevamo e non ci parlavamo mai. Avevamo un ufficio in comune, dove ognuno di noi aveva un armadietto chiuso a chiave per i nostri attrezzi e per le tute.
Alla fine del mese ricevetti il mio stipendio e misi i soldi nel mio armadietto, per non perderli durante il lavoro. Finito il mio turno andai a casa, dimenticando però di portare con me lo stipendio. Il giorno successivo scoprii sbigottito che qualcuno aveva forzato l'armadietto ed aveva rubato i soldi. Subito emerse il mio vecchio me stesso. L'unica cosa che mi venne in mente era la vendetta! Invece di pensare ai versetti biblici che parlano del perdono,

Samuel Morse

“Più mi avvicino al termine della mia esistenza terrena, più apprezzo la grandezza del dono di Dio all’uomo peccatore: in questo modo l’avvenire si illumina di speranza e di gioia. Più vado avanti e più il mio Salvatore mi diventa prezioso; il Suo amore, la Sua opera espiatoria e la Sua potenza occupano incessantemente la mia mente. Provo comunione con Lui e questo mi rende felice”.

Samuel Morse (1791-1872): fisico, inventore dell’alfabeto che porta il suo nome.

LA NOSTRA LUCE

Gesù parlò loro di nuovo, dicen­do: "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Giovanni 8:12

Istintivamente non amiamo il buio. Il bambino piccolo ha paura dell'oscurità. A volte ci vuole molto tempo e molta fermezza da parte dei genitori perché il figlio si abitui a dormire al buio. Al malato che soffre d'insonnia fa piace­re tenere accesa una tenue luce. Ad ogni età si saluta con gioia l'arrivo di un chiaro mattino.
"La luce è dolce ed è cosa piacevole agli occhi vedere il sole" (Ecclesiaste 11:7). Durante un'epidemia di peste, che infieriva al Cairo nel 1907, un uomo ricco faceva illuminare la sua casa per tutta la notte, sperando di evitare la malattia; ma

giovedì 15 settembre 2011

Nuova vita in Cristo


Sono nata e cresciuta in una famiglia cattolica, molto religiosa: andavo a messa tutte le domeniche, a volte facevo anche digiuni, e naturalmente rispettavo tutte le festività. Mia mamma mi aveva insegnato a dire sempre le preghiere (Rosario, Padre nostro), la mattina appena sveglia e la sera prima di addormentarmi. Avevo timore di Dio. Dopo il matrimonio, continuai ad andare sempre in chiesa con i miei figli e il prete mi diceva che ero la colonna della chiesa, un esempio da seguire. Mi sentivo giusta, dato che tutti gli altri andavano a messa 1 o 2 volte all’anno, io invece tutte le domeniche.
Un giorno il fratello di mio marito venne a casa mia, mi parlò del Signore e mi lesse qualche passo della Sacra Scrittura. A quel tempo, intorno agli anni ’70, quasi nessuno aveva la Bibbia in casa, io la ascoltavo solo tramite le parole del prete, una volta a settimana. Mio cognato Luigi continuava a parlarmi di Dio e piano piano capivo di conoscere i comandamenti del Signore, ma di non metterli in pratica.
La mia era un’abitudine: ascoltavo il prete, ma non conoscevo Dio.
Chiesi di avere anch’io una Bibbia, e iniziai a leggerla per confrontare se quello che sentivo a messa,

Ciò che lo aveva convinto


Un evangelista stava portando a termine una serie di conferenze contro l'ateismo. Si era soprattutto augurato di convincere un suo vicino incredulo, che aveva accettato di ascoltarle.

Alla fine dell'ultima serata, costui venne a trovarlo e gli confessò che un gran cambiamento si era prodotto in lui. Felicissimo e internamente un po' lusingato, il predicatore gli chiese quale dei suoi discorsi lo aveva particolarmente colpito e illuminato.

Il nuovo convertito lo guardò sorridendo: "Dio mi ha convinto ieri sera non per mezzo delle sue parole né con le sue argomentazioni, d'altronde molto giuste, ma per mezzo della semplice osservazione di una povera donna zoppa. Uscendo dalla sala, siccome l'avevo aiutata a scendere i gradini, mi ringraziò e mi chiese: Lei ama Gesù, il mio caro Salvatore? A queste parole sono rimasto come inchiodato sul posto, senza trovare una parola per rispondere. Aveva pronunziato le parole 'Gesù, il mio caro Salvatore' con una tale convinzione che era assolutamente impossibile dubitare che avesse trovato in Gesù un reale Salvatore. Allora mi sono detto: Che Salvatore straordinario deve mai essere Colui che dà una tale consolazione e tanta gioia a una povera invalida senza risorse ma sicuramente ricca della vera ricchezza! Tutto questo mi fece rientrare in me stesso, letteralmente sconvolto, finché riconobbi, piangendo, il mio induramento per aver così a lungo disprezzato e rigettato il Salvatore. Adesso, anch'io posso dire: 'Io amo Gesù, il mio caro Salvatore'."

RIGENERATI PER GENERARE di DAWSON TROTMAN

CI VUOLE TEMPO PER COMPIERE L'OPERA DÌ DIO

Potete condurre un'anima a Cristo in venti minuti o al massimo in un paio d'ore. Ma occorrono dalle venti settimane ad un paio d'anni per con­durla sulla via della maturità, vitto­riosa sul peccato e sui problemi che riemergono durante il cammino cri­stiano. Essa deve imparare come fare le giuste decisioni, deve essere messa in guardia contro i vari, « ismi » che quasi certamente la raggiungeranno con i loro tentacoli per sospingerla e farla sviare.
Ma quando voi curate un uomo, ave­te raddoppiato il vostro ministerio, in­fatti, avete più che raddoppiato il vo­stro ministerio. Sapete perché? Quan­do istruite un uomo, egli vede come lo fate ed egli vi imiterà.
Se io fossi il ministro di una chie­sa ed avessi diaconi o anziani ...

ESSERE O SEMBRARE?

Beato l'uomo a cui la trasgres­sione è perdonata e il cui pecca­to è coperto! Beato l'uomo a cui il Signore non imputa l'iniquità e nel cui spirito non c'è inganno! Salmo 32:1-2

Quando chiesero a Gesù "Chi sei tu?", Egli rispose "Sono per l'appunto quel che vi dico" (Giovanni 8:25). Infatti, in Lui non c'era nessu­no scarto, nessuna contraddizione, tra le sue parole e quello che egli era veramente. L'apo­stolo Pietro ha scritto che "nella sua bocca non
si è trovato inganno" (1 Pietro 2:22). Di tutti noi, la Bibbia dice invece: "Con le loro lingue hanno tramato frode" (Romani 3:13). Quante volte non voglio farmi vedere come sono real­mente o pretendo di essere quello che non sono! Quante volte dico delle belle parole nascondendo i miei pensieri profondi! Posso ingannare gli altri, ma non potrò mai inganna­re Dio che vede tutto.
Dov'è allora il rimedio? Riconoscere il mio vero stato e andare a Dio così come sono, con­fessando la mia miseria. Davide dice a Dio: "Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità... e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato" (Salmo 32:5). Dio mi conosce perfettamente e mi può dichiarare perfettamente giusto in virtù dell'opera di Cri­sto. Se l'ho ricevuto come mio Salvatore, il suo sangue cancella tutti í miei peccati; e se Dio mi considera giusto, nessuno mi può più condan­nare (Romani 8:33). Da quel momento, il mio più grande desiderio sarà di vivere seguendo le orme di Cristo, per la gloria di Dio e il bene del mio prossimo.

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