sabato 9 febbraio 2013

Chi dà presta al Signore


Motivo del dare.



Un missionario ricevette la chiamata da Dio per le Indie Occidentali. Un negro gli si avvicinò e, mettendo la mano nella tasca, ne tirò fuori dell'argento, dicendo: « Questo è da parte mia »; da un'altra tasca, tirò fuori dell'altro denaro: « Questo è da parte di mia moglie »; ed ancora, da un'altra tasca: « Questo è da parte del mio figliuolo ». Quando gli fu chiesto se non stava dando troppo, egli rispose: «. Il lavoro del Signore deve essere fatto, e noi non possiamo andare ».

lunedì 21 gennaio 2013

Il cieco nato


Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?»
Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?»
Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che parla con te, è lui».
Egli disse: «Signore, io credo». E gli si prostrò dinanzi. Giovanni 9:35-38





In un museo si può ammirare l'opera di un pittore celebre che rappresenta la guarigione del cieco nato. Un giorno due eruditi s'erano fermati davanti a questo quadro e ne esaminavano tutti i particolari. Uno di essi, che conosceva da tempo questo capolavoro, chiese all'altro che cosa trovasse più bello.
—    Certamente il volto del Cristo, rispose.
—    Infatti è bello, ma non è quella la cosa più ammirevole.
—    Sono allora gli Apostoli, in gruppo, attorno a Gesù?
—    Non lo credo.
—    O forse la commovente espressione dei povero cieco?
—    Neppure. Guardi, questo bastone in. terra.
Senza dubbio è un bastone assolutamente ordinario, rozzo e nodoso. Ma è in terra! il cieco, lo ha abbandonato là, prima ancora di aver recuperato la vista, tanto è sicuro di non averne più bisogno. Non vuole più nessun appoggio: lo sua attesa è in Cristo.
Consideri come tende le sue mani verso di Lui, come tutti  suoi pensieri sono concentrati in Lui!
In questo bastone abbandonato sulla via, l'artista ha magnificamente espresso la natura della vera féde.
La fede abbandona, senza ancora vedere, gli appoggi naturali che presenta la ragione ed attende
il soccorso dall'Iddio invisibile e da Lui solo. 

sabato 19 gennaio 2013

GESÙ … LA ROCCIA.


GESÙ … LA ROCCIA.           Salmi 27:5       
        




Poiché Egli mi nasconderà nella sua tenda in giorno di sventura, mi custodirà nel luogo più segreto della sua dimora, mi porterà in alto sopra una roccia. Salmi 27:5

La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare. Salmo 118:22

Da ciò che ne risulta studiando la sacra scrittura, quando essa parla di pietra o roccia, essa si riferisce per certo a Gesù Cristo, infatti egli è la roccia eterna su cui i nostri piedi devono poggiarsi. L’apostolo Pietro parla anche di pietre che devono essere edificate e quelle pietre siamo noi uomini, pertanto se Gesù viene raffigurato nella Pietro e anche nella roccia, ci dà l’idea dell’umanità di Gesù, Gesù che si è fatto carne per la salvezza dell’umanità.

LA CASA FONDATA SULLA ROCCIA
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi assomiglia.
Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente, e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un'alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene. Luca 6:47-48
Il primo esempio di roccia che ci parla di Gesù è la famosa casa costruita sulla roccia e che ha resistito alle intemperie della vita. La casa propostaci da Gesù rappresenta la nostra vita spirituale che deve confrontarsi e crescere di pari passo con gli affetti familiari e con tutto ciò che stiamo costruendo di importante attorno a noi. Essa deve crescere basandosi su Gesù e su i suoi insegnamenti, questo ci comporta uno scavo profondo e coscienzioso al fine di trovare la roccia e sopra di essa gettare sicure fondamenta. Senza Gesù non ci sono fondamenta capace di reggere le tempeste della vita, senza Gesù è naturale aspettarci la rovina della casa.

LA ROCCIA DÌ OREB
bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo.1Corinzi 10:4
In questo caso non è Gesù che parla ma è l’apostolo Paolo e fa riferimento a un episodio raccontato nell’Esodo, quando Mosè, per ordine di Dio, diede da bere al popolo d’Israele alla roccia di Oreb, dice la scrittura che avendo Mosè percosso la roccia con il suo bastone, ne scaturì acqua che dissetò tutto il popolo.
Paolo asserisce, sospinto dallo S. Santo, che quella roccia è Gesù e che li seguiva. Gesù stesso afferma nell’incontro con la donna Samaritana di avere dell’acqua speciale da donare, l’acqua della vita. In questo caso la roccia (Cristo) rappresenta colui che deve togliere la nostra sete spirituale in quanto solo l’acqua che Gesù ci dà è capace di dissetarci. L’acqua rappresenta la verità che da sempre l’uomo va in cerca e che può trovare solo in Gesù. Senza Gesù non vi è acqua capace di soddisfare pienamente la sete di sapere dell’uomo, perché ogni altra liquido non è acqua viva.

LA PIETRA ANGOLARE
Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 1Pietro 2:4-5
Anche in questo caso chi parla non è Gesù, ma l’apostolo Pietro, egli sospinto dallo S. Santo riprende alcuni passi del vecchio testamento in cui si parla di pietra angolare o pietra del cantone e in essa ci rivela la figura di Gesù. La pietra del cantone era quella pietra che avendo una particolare forma veniva posta come prima pietra per la costruzione di un edificio, in quanto da essa partivano tutte le diritture della costruzione ed essa stessa diveniva portante per tutta la struttura. Gesù è la pietra angolare nella costruzione del tempio spirituale a Dio, e noi, ci dice sempre Pietro, siamo le pietre che una dopo l’altra e sull’altra servono per edificare questo meraviglioso tempio. Senza Gesù non vi è tempio spirituale in cui il nostro Dio può risiedere e voglia abitare.

CONCLUSIONE
È importante incontrare Gesù nella nostra vita, senza di Lui non possiamo realizzare nulla delle cose di cui abbiamo parlato fino ad ora, Gesù fatto uomo è il personaggio di cui non si può fare a meno per realizzare le ricchezze spirituali, Gesù è quella pietra su cui possiamo posare i nostri piedi con sicurezza e certezza che tutto quello che ci ha promesso è già realtà.

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lunedì 14 gennaio 2013

GRATIFICARE IL SIGNORE


 “… colui che mi giudica, è il Signore” (I Corinzi 4:4)


Si narra la storia di un giovane compositore che un giorno assistette all’esecuzione di un proprio brano musicale. Il pubblico era entusiasta e applaudiva con foga. Ma il giovane artista sembrava del tutto indifferente a quelle manifestazioni di consenso; teneva lo sguardo fisso su un uomo che si trovava nell’uditorio, e osservava ogni espressione che traspariva da quel volto. Era il suo maestro. Egli era interessato al minimo cenno di favore del suo insegnante, piuttosto che agli applausi scroscianti della folla. Anche nella vita di tutti i giorni dovremmo fissare il nostro sguardo sul volto di Cristo, preoccupandoci soltanto che Egli sia soddisfatto. Conta molto di più ciò che Egli pensa delle nostre azioni di tutti gli apprezzamenti o delle critiche espresse dal mondo che ci circonda. Se viviamo per ottenere la Sua approvazione, non saremo spaventati quando, nel gran giorno, tutte le nostre opere saranno rivelate. Il credente non è succube delle mode culturali o degli umori ideologici del momento; non è schiavo delle opinioni altrui; non è insicuro ed esitante al punto da ricercare l’approvazione del suo prossimo per ogni decisione che deve prendere. Tutti i rapporti che instauriamo con gli altri modificano, in parte, la nostra personalità. Per questo motivo, chi si confronta costantemente con quanti lo circondano e trova in loro un punto di riferimento sarà inevitabilmente legato a modelli che Dio non approva; chi, invece, conduce una vita in sintonia con la visione del Signore e plasmata sugli esempi forniti dalla Scrittura si mostra consapevole del fatto che ogni suo gesto è volto a gratificare il Signore, perché Egli soltanto è il giudice di ogni condotta. Alla fine dovremo tutti comparire davanti al trono di Dio e rimetterci al Suo giusto giudizio.

sabato 5 gennaio 2013

CONTRABBANDO DI MORTE




La vostra condotta non sia dominata dall'amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti ascerò e non ti abbandonerò» (Ebrei 13:5)


Helmut Jurgens raccontava in lacrime quello che gli era successo. Era venuto dalla Germania per passare le ferie in Colombia con sua madre Marlene, di sessantacinque anni, e durante la loro permanenza a Bogotà, la donna aveva avuto un infarto cardiaco. Nell'aeroporto di Bogotà, le sue lacrime e la sua sofferenza erano sincere. Lo furono anche quando le autorità aeroportuali di Francoforte aprirono la bara, e vi trovarono dentro dodici chili di cocaina pura. È risaputo che non c'è niente che trattenga i narcotrafficanti dal praticare il loro squallido commercio. Questo giovane aveva fatto imbalsamare il cadavere della madre, e in qualche modo, vi aveva introdotto delle buste di cocaina. Poi, una volta arrivato in Germania, avrebbe tirato fuori la droga, che gli avrebbe fruttato milioni d'euro. Ci sono persone che mettono il denaro al di sopra d'ogni altra cosa. Non sono solamente i narcotrafficanti, o i rapinatori di banche, oppure i ladri di diamanti, ma anche le persone povere soffrono di quella stessa passione. Molti mettono in vendita tutto quello che hanno: beni, amicizie, lealtà, convinzioni, coscienza, cuore, anima e religione. La pazza illusione di ottenere facilmente grosse quantità di denaro offusca la mente, acceca lo spirito, e quando la persona meno se l'immagina, perde tutto, perfino la salvezza. Se la passione di avere sempre di più e a qualunque costo, sta consumando anche noi, non ci lasciamo trascinare nella distruzione, ma preghiamo Dio di liberarci. Lui di certo lo farà!

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venerdì 28 dicembre 2012

DIVORZIO TRA GENITORI E FIGLI


Poi udirono la voce dell'Eterno Dio,che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno Dio fra gli alberi del giardino. Allora l'Eterno Dio chiamò l'uomo egli disse: «Dove sei?» (Genesi 3:8-9)


Il giudice colpì il tavolo col martello, e pronunciò la sentenza: "Concessa la domanda. Gregorio è separato da Rachele." Ma in questo caso si riferiva al divorzio in senso figurato, perché chi divorziava era un bambino di dodici anni. Il minorenne aveva fatto istanza per "separarsi" da sua madre Rachele ed essere legalmente adottato da Giorgio e Lisa Russo, la coppia che l'aveva allevato. Il giudice concedette questo strano divorzio perché Rachele, aveva abbandonato completamente suo figlio dalla nascita, si drogava ed era frequentatrice assidua di bar e locali notturni.
Giorgio non ricevette mai affetto, né educazione né attenzioni dalla madre naturale. Il crollo della famiglia, della "casa" che conseguenze porta tra gli adolescenti? Tossicodipendenza, relazioni sessuali prima del matrimonio, gravidanze indesiderate, delinquenza giovanile. Da dove derivano tutti questi mali sociali? Dal più grande dei divorzi, quello dell’uomo da Dio. Tutti i mali che esistono nel mondo provengono dal primo divorzio che Adamo ed Eva fecero da Dio, il loro Creatore e Padre. Tuttavia è possibile riconciliarsi con Dio e tornare a sposarsi. C'è sanità nella famiglia quando si ristabilisce questa comunione sottomettendoci al dominio di Gesù Cristo. Quando Egli è Signore della nostra vita, del nostro matrimonio e della nostra casa, tutto cambia. Egli sta in questo momento bussando alla porta del nostro cuore. Apriamola oggi stesso.

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lunedì 24 dicembre 2012

IO SO IN CHI HO CREDUTO


Quest'afflitto ha gridato e l'Eterno lo ha esaudito, l'ha salvato da tutte le sue avversità (Salmo 34:6) 

Mi chiamo Andrea e sono nativo di Caltagirone, vicino a Catania. Provengo da una famiglia semplice, nella fede tradizionale; mio padre era impiegato postale e mia madre impiegata comunale. Sin da piccolo, sono andato alle funzioni in chiesa dove ho ricevuto gli insegnamenti tradizionali... ma a 12 anni e' iniziata in me una ribellione interiore ed esteriore: ho cominciato a fumare, a fare uso di droghe leggere e bere alcool fino a 18 anni. Poi le cose sono peggiorate, ho iniziato a fare uso quotidiano di eroina e, per mantenere questo vizio, anche rubare e a spacciare. Sono stato arrestato tre volte, ma a 25 anni sono passato anche all'uso di cocaina abusandone fino a 10-15 volte al giorno. In questo modo ho perso tutto e ho dovuto cedere la mia falegnameria, arrivando al punto di non avere nulla da dare da mangiare alla mia famiglia. Ho provato molte volte a smettere: sono stato in una comunità per tossicodipendenti per un anno e mezzo, ma dopo ho ricominciato a drogarmi. Sono tornato per altri sei mesi in quella comunità, ma sono ricaduto, peggio di prima! Sono andato da psicologi, psichiatri, mi sono rivolto anche ai preti perché ero convinto di avere un grande problema spirituale … ma niente!
Nell'agosto 2011 sono arrivato così in basso, come non mai nella mia vita! Un sogno però mi ha turbato: ero in un grande prato verde e vedevo una persona che conoscevo, che nel passato aveva avuto problemi di tossicodipendenza, ma che da più di dieci anni vive seguendo Cristo Gesù'. Lo conoscevo solo di vista, ma nel sogno mi diceva parole di conforto: "Stai tranquillo, stai sereno, si sistemerà tutto". La notte successiva ho sognato lo stesso prato verde, ma questa volta ero disteso e guardavo il cielo, quando ho sentito una voce che mi diceva: "Devi iniziare a pregare, devi iniziare a leggere la Bibbia, devi avvicinarti alla Chiesa". Quel sogno e' rimasto così impresso nella mente, che una volta svegliato ho cercato per mezzo del computer di acquistare una Bibbia ma, vedendo il costo dell'edizione che avevo trovato, ho abbandonato l'idea. Giorno per giorno crescevano nel mio cuore sempre di più il dolore e la disperazione, mentre aumentava in me la voglia di farla finita, di uccidermi. Era diventato il mio pensiero fisso. Il 2 settembre ho lasciato moglie e figli con cui vivevo a Padova da un anno, e da solo sono partito per la Sicilia. Durante il viaggio in auto ho passato momenti di disperazione, che mi portavano ad aprire il finestrino e gridare con tutte le mie forze: "Signore, o mi salvi ora in questo momento o, per favore, toglimi la vita, perché non ce la faccio più a vivere così!".
Dopo qualche giorno, per il mio compleanno, mi sono giunti sul computer gli auguri da parte di molti conoscenti. Fra questi c'erano anche quelli di Maurizio, quel giovane che avevo visto in sogno. Mi ha scritto: "Andrea, tanti auguri di buon compleanno e Dio ti benedica". Gli risposi, dicendo che avrei voluto parlargli. Così ci siamo subito incontrati e, anche se praticamente non ci conoscevamo, gli ho raccontato la mia vita nei minimi particolari. Al termine gli ho chiesto: "E ora, che cosa devo fare?" Lui mi ha risposto che dovevamo pregare subito. Così ho chiuso gli occhi e con tutto il mio cuore ho parlato a Gesù' chiedoGli di essere il mio Signore e il mio Salvatore. Ho cominciato a piangere, sentendo che ero stato liberato da ogni legame. Ho provato una pace che non avevo mai sentito prima e quella sera stessa ho iniziato a leggere la Bibbia, dal Vangelo di Marco 11:24: "Tutto quello che domandate nella preghiera, credete di averlo già ottenuto e vi sarà dato". Ho cominciato a pregare dicendo a Dio: "Signore, ti chiedo di aiutarmi a smettere di fumare senza che debba soffrire per la mancanza di nicotina". La mattina seguente ho fumato mezza sigaretta e poi ho gettato via tutto il pacchetto, con la certezza che non avrei ripreso mai più, e così e' stato! Ora, giorno dopo giorno vedo come il Signore sta cambiando i miei pensieri, le mie azioni e il mio modo di vivere. Mio fratello Stefano e' stato salvato e legge la Bibbia ogni giorno; mia mamma ha iniziato a frequentare gli incontri in Chiesa certe volte anche assieme a mio padre. In Atti 16:31 l'Apostolo Paolo disse: "Credi nel Signore Gesù' e sarai salvato tu e la casa tua". Il Signore e' lo stesso ieri, oggi e in Eterno!
Come ha salvato me ridandomi vita, facendomi tornare alla mia famiglia e cambiandomi profondamente, può salvare anche te, se Glielo permetterai!
Andrea

domenica 23 dicembre 2012

DALL'AUTORE STESSO


            
"Voi investigate le Scritture, ...ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me"
(Giovanni 5:39)


Si racconta di una ragazzina che camperò una Bibbia per donarla a suo padre per il suo compleanno. Decise di fargli una dedica, cosi l'apri alle prime pagine, pensò e ripensò, ma non sapeva cosa dirgli. "Da Maria" sembrava troppo freddo; "Dalla tua figlioletta" non era il caso, visto che suo padre le aveva detto che stava diventando grande ormai; "Da chi ti ama", neppure andava bene, perché c'erano altri che l'amavano. A questo punto si recò alla libreria del padre e decise di copiare la dedica di uno dei suoi libri preferiti. Quando il papà ricevette la Bibbia e lesse la dedica scritta dalla figlia, rimase sorpreso, perché diceva "Dall'Autore" Questo, però, lo portò a considerare che non conosceva l'Autore di quel libro, lo spinse a cercarLo, a studiare quel libro ed alla conversione. Tu leggi la Bibbia? Perché la leggi? La leggi per curiosità? Perché sei affascinato dalle sue storie? Per conoscenza? Per un senso di dovere? Queste motivazioni sono anche buone, ma la vera buona motivazione dovrebbe essere per conoscere l'Autore. La Bibbia rivela il carattere di Dio - Fa che la Bibbia possa diventare il libro dedicato a te dall'Autore. Ci sono tanti, infatti, che sono così presi dal libro che ne dimenticano l'Autore.

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