martedì 27 agosto 2013

ESISTE IL DIAVOLO?


“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare” 1Pietro 5:8



Se diamo una sbirciata alle varie programmazioni cinematografiche, vediamo come nel tempo si è arricchito di vari filoni, come film gialli, di fantascienza, drammatici, cartoni, western ecc. ma una in particolare risalta agli occhi del vero credente, le pellicole a sfondo biblico che riguardano in particolar modo il diavolo, l’anticristo, il numero 666, per non palare di possessioni e quant’altro . Per un certo verso è buono che se parli, ma il rischio è che la gente, a lungo andare, pensi che tutto ciò sia solo frutto di fantasia e che il diavolo sia un personaggio di pura invenzione popolare e cinematografica, con tanti effetti sbalorditivi, ma solo effetti. Se questo è il risultato, chi è più contento di questo risultato se non proprio lui, “il diavolo”, perché cosi può agire indisturbato per mettere in atto i suoi loschi piani. La Bibbia ci assicura che questo personaggio non è una pura invenzione, ma pura realtà, infatti lo chiama anche per nome”lucifero”, e ci mette anche in guardia su di lui, perché ha una sua potenza da non sottovalutare e un’astuzia che  mette in campo ogni qualvolta gli si da la possibilità di esercitarla. Questo non vuol dire che dobbiamo avere paura di lui, e neppure che dobbiamo temerlo, ma certamente non sottovalutarlo. Oggi più che mai dobbiamo indossare la completa armatura spirituale: Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo”. È bene ricordarci che come ci sono quelli che adorano Dio e si riuniscono per onorarlo, in gran segreto ci sono coloro che si riuniscono per adorare satana, i cosiddetti satanisti, e fra le cose più turpi e indescrivibili  che fanno, pregano satana per distruggere la chiesa. Ecco perché oggi più che mai il cristiano, il vero cristiano è chiamato a santificarsi, per essere un vero combattente tra le schiere dell’Iddio Eterno. Dio ci dia sapienza per vincere nell’unità e nell’umiltà, senza perderci in varie dispute che portano solo a litigi e dolorose divisioni. Sappiamo chi è il nostro nemico e non abbassiamo mai la guardia.
Dio ci benedica.
    GIACOMO ACETO  

venerdì 23 agosto 2013

IL TRENO DELLA GIOIA E DEL DOLORE


"Io vi dico: in quella notte, due saranno in, un letto; l'uno sarà preso, e l’altro lasciato" (Luca 17:34)


Un predicatore, studioso del comportamento umano, racconta che, mentre era fermo nella stazio­ne dei treni, notò che all'arrivo di un treno le persone che si ritrovavano coi parenti si abbracciarono, si rallegrarono e risero di gioia. Dopo notò anche l'arrivo di un gruppo. Guardò con attenzione, e vide un uomo in manette, circondato da poliziotti, che lo stavano accompagnando sul treno per portarlo in prigione. Vide una donna, la moglie del prigioniero, insieme a una bambina. La donna cercò di avvicinarsi e, mentre un poliziotto glielo impedì, un altro disse al collega di lasciarla salutare per l'ultima volta il marito. Allora la poveretta si avvicinò al marito, e lo abbracciò, cominciandogli a piangere sulla spalla. La bambina stringendo le gambe del padre, e piangendo, diceva: "Per favore, non portate via il mio papà!". Dopo un po', uno dei poliziotti tolse dolcemente le braccia di quella donna dal collo del marito, e separò l'inconsolabile bambina dal padre. Il predicatore concluse che quel giorno in stazione, lo stesso treno aveva portato gioia e felicità a tante persone, ma dolore, separazione e giudizio ad altre!"
Da ciò trasse spunto per ricordare alla congregazione che la seconda venuta del Signor Gesù sarà così: gioia e felicità eterna per alcuni, e dolore e sofferenza eterna per altri. Caro amico, l'unico modo per far sì che la seconda venuta di Cristo Gesù sulla terra sia per te, gioia e felicità, è accettandoLo ora come tuo personale Salvatore.

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giovedì 22 agosto 2013

LA MENSA DI DIO



“Perciò, così parla il Signore, DIO: «Ecco, i miei servi mangeranno, ma voi avrete fame; ecco, i miei servi berranno, ma voi avrete sete; ecco, i miei servi gioiranno, ma voi sarete delusi” Isaia 65:13.



È bene sapere che l’Iddio Eterno non è un Dio muto come i vari dei che l’uomo si è costruito, ma è colui che vede, che ode e che parla e  quando proferisce parola, ciò che dice è sempre la verità, ma ancor di più, ciò che afferma profeticamente è quello che dobbiamo aspettarci nel nostro futuro di uomini.
Dio fa una distinzione e quella è l’unica che nel prossimo futuro sarà veramente importante, i suoi servi e quelli che non lo sono. Nelle parole profetiche che abbiamo letto in Isaia 65:13, Dio afferma che i suoi servi avranno un futuro glorioso, infatti parla di servi che non patiranno la fame ne la sete, servi che saranno sempre gioiosi a differenza di chi invece servo suo non lo è perché ha rifiutato il messaggio di salvezza, e questi avranno fame, sete e ancora vivranno nella delusione più amara.
Caro lettore se appartieni al popolo di Dio, a coloro che hanno accettato di servire il Signore, certamente questa profezia deve farti gioire e riempie il tuo cuore di speranza eterna, ma  se appartieni all’altra squadra, sappi che le promesse di Dio sono si e amen. Cerca il Signore fin quando la lancetta del suo orologio ti dà tempo per redimerti, domani sarà troppo tardi. Oggi è il tempo accettevole.

domenica 18 agosto 2013

Chi sono coloro che aspettano il ritorno di Cristo?


               1Tessalonicesi 5:1-11
1 Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro; 5 perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre.
6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; 7 poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. 8 Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò, consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri, come d'altronde già fate.



Tutti coloro che si definiscono Cristiani, per la maggior parte dicono di attendere il ritorno di Gesù. Ma se a parole tutti lo diciamo, nei fatti la maggior parte sconfessiamo ciò che affermiamo. Nei versetti letti se guardiamo bene dentro, troviamo una chiave di lettura affinché possa risultarci più facile comprendere chi sono veramente coloro che stanno aspettando il ritorno di Cristo. Intanto è bene ribadire la verità che mette in risalto nel testo “il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte”, molti si sono cimentati nel dare date certe su quel giorno e tutti hanno fatto errori madornali perché la verità è che Lui ritornerà “come viene un ladro nella notte” cioè inaspettatamente, Dio si è riservato quel giorno “Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo” Matteo 24:36. Detto questo a noi non resta che aspettare e prepararci per tale evento che sicuramente non è più cosi lontano come duemila anni fa’. Prepararsi a tale evento significa aspettare veramente il suo ritorno, cosa che ci rende veramente suoi figlioli. Ricordiamoci la parabola delle dieci vergini, quelle avvedute entrarono nella sala delle nozze, mentre le altre ne rimasero fuori. A questo punto dobbiamo domandarci : chi sono coloro che veramente aspettano il ritorno di Cristo?.

          1)  I figli della luce.
Al v. 4 dice “Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre” e poi al v. 5 aggiunge “voi tutti siete figli di luce e figli del giorno”, la prima distinzione che l’apostolo Paolo fa è l’essere figli di luce e quindi vivere nel giorno a differenza di coloro che vivono nella notte e nelle tenebre. Coloro che vivono nelle tenebre sono quelli che dormono e si ubriacano, a differenza dei figli di luce che vegliano e sono sobri. Non dobbiamo dimenticare che tutti noi, prima di conoscere Gesù e la salvezza tramite il suo sangue, appartenevamo indistintamente al mondo delle tenebre, ma quando lo S. Santo si è rivelato nella nostra vita facendoci conoscere l’opera redentrice di Gesù e quanto ci ha amato, ci ha portato nel mondo meraviglioso della luce, facendoci diventare figli di luce e figli del giorno. Come prima verità possiamo dire che i figli della luce, cioè i salvati in Cristo, sono coloro che aspettano il suo ritorno. Se abbiamo accettato Gesù come personale salvatore allora abbiamo fatto un passo fondamentale, ora possiamo definirci figli di luce e sicuramente stiamo aspettando il ritorno di Cristo.

    2)   I veglianti.
 È importante mettere anche l’accento sul vegliare, infatti se siamo svegli possiamo aspettare Gesù, ma se alla stessa stregua di coloro che sono nella notte, ci addormentiamo, sicuramente ci dimentichiamo che Gesù sta per tornare. Chiaramente ciò che deve restare sveglio non è il nostro corpo, bensì il nostro spirito, spirito che deve restare sobrio (v.8). Il mondo e la società in cui viviamo cercano continuamente e ci riescono, di distogliere l’attenzione dell’uomo per Gesù e la sua salvezza proponendo metodicamente e in modo martellante qualcosa di nuovo e di affascinante come una sorta di bevanda inebriante per ubriacare; tecnologia, scienza, fantascienza,politica, filosofia, ricchezza, pornografia, desiderio di notorietà e quant’altro,  fanno sì che l’uomo ci si ubriachi e che si allontani sempre più dal suo Salvatore. Se questo ci preoccupa quanto più deve preoccuparci se tutto ciò succede  a coloro che già sono figli di luce e hanno gustato la salvezza. Dio non ama coloro che prendono con leggerezza le cose che lo concernono e chi dorme spiritualmente certamente sta trascurando l’adorazione , la preghiera, la lettura edificante della Sacra Scrittura, quel rapporto intimo con il suo Salvatore. È importantissimo restare svegli e veglianti come una sentinella che fa il suo turno di guardia, perché ciò vuol dire che stimo aspettando il ritorno di Cristo.

  3)      I rivestiti.
Chiarito il concetto di veglianti, dobbiamo in ultimo chiederci come possiamo restare svegli. Se questo pensiero ci rende perplessi, non entriamo in confusione, Dio ci viene in aiuto con i suoi scritti, infatti al v. 8 aggiunge “avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza”. Dio ci conosce e sa che come uomini siamo deboli e inclini al peccato, allora ci mette in condizione di vincere le nostre debolezze fornendoci l’armatura per riparare le nostri parti più deboli e esposte, infatti parla di corazza della fede e dell’amore e ancora dell’elmo della speranza e della salvezza, menzionando però solo due pezzi di quella meravigliosa armatura che viene mirabilmente descritta in Efesini 6:10-20. Qui l’apostolo dice: Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo” e fa un dettagliato elenco di ugni pezzo che compone questa armatura e del suo scopo spirituale.
        a)      prendete la verità per cintura dei vostri fianchi;
        b)      rivestitevi della corazza della giustizia;
        c)      mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace;
        d)      prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno.
         e)      Prendete anche l'elmo della salvezza  
         f)       la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
Pertanto possiamo dire che tutti coloro che hanno riparato il loro corpo invisibile con la completa armatura spirituale, e che quindi stanno combattendo la decennale battaglia “contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” Efesini 6:12, sono coloro che veramente stanno aspettando il ritorno di Gesù.

CONCLUSIONE
Abbiamo fatto una domanda all’inizio, “Chi sono coloro che aspettano il ritorno di Cristo?”, a questa domanda non può esserci che una risposta: i figli di Dio che non si sono addormentati  e che stanno combattendo la giornaliera battaglia spirituale rivestiti della completa armatura di Dio. Fratello, sorella, se uno di questi elementi indicati sta mancando nella tua vita, è probabile che tu stia aspettando il ritorno di Gesù solo a parole, dimenticando che Lui è alla porta e quanto prima si sentirà il grido di avviso Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!"” Matteo 25:6.

Dio sia grandemente benedetto

GIACOMO ACETO

giovedì 15 agosto 2013

LA BUSSOLA DÌ GERUSALEMME




Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una Parola che dirà: «Questa è la via; camminate in essa!» (Isaia 30:21)



La bussola è una scatola che ha un ago magnetico che, girando su un asse, segnala il nord magnetico. Il nord serve da punto dì riferimento per gli altri punti cardinali perciò la bussola arrivò ad essere uno strumento indispensabile per i navigatori, i topografi e gli esploratori del passato. Il suo ago calamitato li orientava, aiutandoli a trovare ed a mantenere la rotta.
Ashin, un ebreo ortodosso, sviluppò un sistema che mantiene l'ago della bussola segnalando costantemente Gerusalemme in qualunque parte del mondo ci si trovi. Secondo la sua dichiarazione, inventò "La bussola di Gerusalemme" ispirato da Dio stesso.
Nel Salmo 122, il re Davide incoraggia a pregare per la pace di Gerusalemme. Ciò non è detto per: nessuna altra città. È certo che Gerusalemme è teatro di guerre e conflitti da secoli come la Bibbia profetizza, tuttavia è anche la città del gran Re, Gesù, colui che Dio ha dato come rimedio per il male dell'umanità e soluzione per ogni problema.
"La bussola di Gerusalemme", indica una città.
La Bibbia indica la via eterna, è la bussola indispensabile per guidare ogni uomo a Cristo e per far ritrovare la rotta a chi l'ha persa.

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15 Agosto (assunzione) verità ... o ...menzogna?

CHIESA ADI CONEGLIANO: 15 Agosto (assunzione) verità ... o ...menzogna?: L'assunzione di Maria al cielo... la verità per eccellenza o una grossa invenzione umana? Prima di rispondere precipitosamente, vi invi...

mercoledì 14 agosto 2013

Dio desidera adottare dei figli


ADOZIONE
"È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome"
(Giovanni 1:11-12)



"So che morirò", disse Jorge Tcirres al console degli Stati Uniti. Jorge, messicano di quarantadue anni, aveva la leucemia, e sapeva che per i medici era spacciato. "La prego, faccia il possibile affinché le mie figlie possano essere adottate negli Stati Uniti".
Dicendo questo, guardò con amore le Sue quattro figlie: Claudia, di tredici anni, Sandra di dieci, Ivonne di sette, e Jennifer di tre. La madre delle bambine era morta durante il terremoto di Città del Messico. Tutta la famiglia viveva in una sola stanza, ed il padre, Jorge, stava morendo di leucemia.
Dopo la morte di Jorge, il console fece adottare le bambine da una famiglia di Los Angeles, California, e quell'adozione cambiò radicalmente il destino delle bambine. La parola "adozione" è uno dei termini piú nobili in tutte le lingue. In questo caso, significa: "prendere qualcuno come figlio". Il vocabolo "adozione" viene da due parole latine: "ad" che significa "a"; e "optare" che significa "desiderare". Quindi, adottare, nel buon senso del termine, significa ricevere qualcuno con desiderio, con amore.
Le Sacre Scritture dicono che anche Dio desidera adottare dei figli. Egli vuole ricevere tutti gli uomini e le donne che hanno vissuto lontano da Lui nell'abbandono, nella povertà e nella rovina morale e spirituale, per dargli la dignità come suoi figli.
Ma come si diventa figli di Dio? Semplicemente accettando nella propria vita Cristo Gesù come Signore e Salvatore. ConsegniamoGli il nostro cuore!




lunedì 5 agosto 2013

LA LAMPADA ACCESA


"Il popolo che giaceva nelle tenebre ha visto una gran luce, e su coloro che giacevano nella regione e nell'ombra della morte, si è levata la luce" (Matteo 4:16)




La più grande eredità che un genitore o un parente possa lasciare è il ricordo della sua vita vissuta con amore, rettitudine e rispetto per il prossimo e soprattutto con gratitudine verso Dio.
Si racconta di un pescatore e suo figlio, smarriti nel mare durante un violento uragano. Poiché la loro piccola e precaria casetta era vicina alla costa, la moglie disperata, andò a porre una lampada accesa ai piedi del molo. La sua fede fu premiata, giacché, nel buio della notte, il figlio scoprì il debole riflesso dorato della lampada. Lentamente e con costanza i due naufraghi, sballottati dalla tempesta, lottarono contro le onde in direzione della luce. Alla fine furono avvistati e salvati. La donna domandò loro come avessero trovato la giusta direzione. "Ci dirigemmo verso la luce!" disse il ragazzo. Un uomo, incredulo, che aveva assistito, disse a se stesso: "È tempo che anch'io mi diriga verso la luce". E quella notte, prima di addormentarsi, affidò la sua vita alla vera luce: "Gesù Cristo". Da quel momento accettò la giusta guida di Dio sul mare tempestoso della vita. Dopo tanti anni quell'uomo, ottantenne e in fin di vita, disse: "Non vi preoccupate per me, la grazia di Dio mi basta. Presto raggiungerò il capolinea, perché mi dirigo verso la luce". Coloro che conoscevano la storia della sua vita, capirono e piansero di gioia. Caro amico, fatti illuminare dalla vera luce: "Gesù Cristo".

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venerdì 2 agosto 2013

VEDERE



"E illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi" (Efesini 1:18)



Era il gran giorno per Maria Gomez..I1 giorno in cui le toglievano le bende e i suoi occhi avrebbero visto la luce dopo venti anni di cecità. Il giorno in cui per la prima volta, avrebbe contemplato il suo volto in uno specchio. L'operazione era stata un successo. Ai suoi occhi erano state operate le cataratte. Ma quando Maria, che aveva 79 anni, si guardò allo specchio, non fu contenta di ciò che vide. "Sono vecchia, brutta e rovinata. Era meglio rimanere cieca!", fu il suo amaro commento. Maria non vedeva da venti anni. In quei vent'anni aveva vissuto con sofferenza, con timore, ed emarginazione e tutto ciò aveva. segnato la sua vita e il suo volto. Quando poté vedere di nuovo, la sua immagine era un'immagine di dolore, angoscia, e timore. Il dono meraviglioso della vista fu per lei motivo di tristezza e sofferenza. Così sarà per molti esseri umani quel giorno quando, di fronte al giudice eterno, gli saranno tolte le bende men­tali e spirituali che coprono gli occhi dello spirito. Essi si vedranno così come sono. Poiché per adesso viviamo con un velo spesso sopra gli occhi del nostro spirito, non, ci rendiamo conto di quanto ingiusti, falsi e imperfetti siamo. Il nostro orgoglio e vanità e l'auto giustificazione ci accecano. Ma quando arriveremo all'ultimo giorno della nostra esistenza, sarà anche il primo giorno dell'interminabile eternità. Allora vedremo tutte le imperfezioni, tutte le macchie del nostro carattere e tutte le mancanze della nostra anima. Mettiamo oggi, mentre abbiamo ancora tempo, la nostra vita nelle mani di Cristo. Lui vuole lavarci, pulirci e purificarci interamente con il potere del Suo sangue, con la forza del Suo spirito e con la potenza della Sua parola.

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domenica 28 luglio 2013

GESÙ SULLA VIA PER EMMAUS





13 Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; 14 e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano17 Egli domandò loro: «Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?» Ed essi si fermarono tutti tristi18 Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?» 19 Egli disse loro: «Quali?» Essi gli risposero:«Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose. 22 È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon'ora al sepolcro, 23 non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne; ma lui non lo hanno visto». 25 Allora Gesù disse loro: «O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! 26 Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?» 27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 28 Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire. 29 Essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta per finire». Ed egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista. 32 Ed essi dissero l'uno all'altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr'egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?» 33 E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane.

La storia di questi due discepoli di cui conosciamo solo di uno il nome, un certo Cleopa, è una storia molto bella e interessante e fra l’altro solo Luca ce ne parla in modo così dettagliato. Da essa, traiamo una parte di storia che riguarda il subito dopo la morte e resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. Questi discepoli avevano deciso di recarsi al villaggio poco distante di nome Emmaus ( circa dodici chilometri). Cerchiamo di fare risaltare alcuni punti dal brano per trarne degli insegnamenti.

1) OCCHI IMPEDITI
Il brano letto ci riferisce che quando Gesù si accostò a loro, i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano. Si potrebbe pensare che i loro occhi erano volutamente impediti al fine di non riconoscere immediatamente Gesù, e questo non è da escludere, ma è anche vero che potrebbero essere anche altre le motivazioni.
     a)      delusione
     b)      paura
     c)      dubbio
     d)      ansietà
     e)      sfiducia

Ancora oggi queste e alte cose fanno si che gli occhi nostri diventino occhi impediti che non ci permettono di vedere e valutare quanto Gesù è vicino a noi!
Ti sei chiesto, quando sembra che tutto intorno a te sia buio, se per caso sono i tuoi occhi che sono impediti?
“Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero;” V. 31

2)  TUTTI TRISTI
Alla domanda di Gesù  «Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?» V. 17, dice la scrittura che si fermano tutti tristi. Certo non possiamo e non dobbiamo biasimare il loro comportamento, ma possa esso servirci d’esempio e di sprone al fine di non cadere nello stesso errore. Gesù era vicino a loro e  loro … erano tristi. Perché? Perche come abbiamo detto prima i loro occhi erano impediti. Impariamo che coltivare certi stati d’animo e certe idee poco spirituali nella nostra vita, non porteranno altro che tristezza e sconforto e ci porteranno sempre più lontano dal luogo d’attesa della benedizione di Dio, e a non riconoscere quando Dio ci sta parlando e confortando il nostro cuore.
Ti se chiesto, quando tu sei solo e sfiduciato, quanto Dio è invece vicino a te?
Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!»  Giovanni 20:16

3)  NOI SPERAVAMO
Quanta tristezza è racchiusa in queste parole, ma nello stesso tempo esce fuori la verità , essi hanno smesso di credere in Gesù come il messia, per loro ora è solo un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo che ha fatto una brutta fine. E non è tutto, Gesù era stato molto chiaro nel suo messaggio per quanto riguarda la sua missione, ma loro continuavano a sperare ciò che Gesù non aveva promesso loro. Loro speravano in una liberazione in questa terra, Gesù invece parlava di liberazione spirituale e di un regno eterno spirituale.
Ancora oggi molti si dichiarano delusi da Dio e da tutto ciò che lo concerne, ma solo perché hanno sperato per questo mondo. Dio non delude mai chi crede in Lui cecamente con fede e impara a sperare nelle reali promesse che Egli ci ha fatte.
Ti sei chiesto, quando il dubbio ti assale, cos’è Gesù per te e se Egli è ancora il tuo Maestro e Salvatore?
“Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»”. Matteo 16:16

4) INSENSATI  E LENTI DÌ CUORE
Non pensiamo che possiamo arrivare tanto in basso spiritualmente, senza aspettarci poi che Dio non faccia nulla per riportarci sulla retta via. Penso che nessuno si scandalizza dalle parole dette da Gesù quando riprende i due discepoli, certamente dure ma nello stesso tempo veritiere e schiette, sicuramente dolorose ma nello stesso tempo piene d’amore e consolanti. Gesù amava quei due discepoli della stessa intensità che amava gli altri ed ecco perche si scomoda  a farsi una passeggiata con loro, doveva dedicare un po’ di tempo alla loro cura spirituale. Dio non abbandona i suoi figlioli, anzi li cura teneramente perché ogni uno di noi è stato acquistato a caro prezzo.
Ti sei reso conto, quando Dio ti riprende e ti fa vedere la triste realtà della tua vita, quanto invece Egli ti ama e quanto è importante la tua vita per Lui?
“Gli disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?» Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?» E gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore …” Giovanni 21:17

5) ARDERE IL CUORE
Gesù alla fine scompare dagli occhi loro, cosi ci dice la scrittura. La sua missione è compiuta, i due discepoli sono stati recuperati, tant’è che di notte stesso ritornano sui loro passi e tornano a Gerusalemme, quel luogo che avevano lasciato delusi e sfiduciati. Ora vi tornano con nuove forze e nuove prospettive, ora hanno la certezza che Gesù è veramente risorto e non tanto perché avevano visto qualcosa di soprannaturale, ma perché il loro cuore ardeva alla sua presenza «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr'egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?»
Ti se chiesto, quando leggi la Bibbia o qualcuno ti parla di Gesù, perché il tuo cuore arde e si infiamma? Ti sei mai chiesto se è Dio stesso che sta parlando al tuo cuore?
“Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio”. Atti 10:44-46

    CONCLUSIONE
Concludendo voglio mettere enfasi sul fatto che “tornarono a Gerusalemme”. Come abbiamo accennato prima, essi tornarono a Gerusalemme di notte stessa, perché non vedevano l’ora di dare la bella notizia a tutti gli altri, Quale notizia? Che Gesù è vivente. Alleluia …  Gesù è vivente! Quale notizia migliore, quale notizia più bella, Gesù è vivente. Se abbiamo veramente realizzato che Gesù è vivente e alberga nei nostri cuori, certamente sentiremo la gioia vi fare partecipi i nostri amici, i nostri familiari, i nostri colleghi, tutti coloro che incontreremo e diremo loro che quel Gesù, quello che ha patito la morte sulla croce per noi, è veramente risorto, non è una favola metropolitana come alcuni vogliono farci credere, ma è la pura verità perché il nostro cuore arde e si infiamma per Lui quando Lui si accosta a noi.
Un’ultima domanda voglio farti, ma la faccio principalmente a ma, è il nostro cuore capace di infiammarsi per Gesù come la prima volta che lo abbiamo incontrato?
A Dio sia la gloria.
                                                                                     ACETO GIACOMO.