lunedì 16 settembre 2013

UN TOPO PER IL PRINCIPE


"I giusti rideranno di colui che aveva fiducia nell'abbondanza delle sue ricchezze" (Salmi 52:6, 7)



La storia racconta che, quando il principe George d'Inghilterra compi sei anni, ricevette moltissimi regali, quasi tutti importati dall'estero, e modelli unici creati apposta per il principino.
Una mattina i domestici del palazzo notarono che il principino aveva perso interesse a quella montagna di giocattoli. Era stato invece attirato da una scena che poteva osservare da una finestra della sua camera. Sul marciapiede di fronte al palazzo, si trovavano un lustrascarpe e suo figlio di sei anni. In mancanza dì giocattoli, l'uomo aveva acchiappato un topo vivo, gli aveva legato uno spago intorno al collo, e l'aveva dato a suo figlio per farlo giocare. Il bambino si sentiva felice col suo giocattolo vivo. Quando il piccolo principe vide ciò, dimenticò tutto quello che aveva, perse interesse per tutti i suoi giocattoli perché l'unica cosa che voleva, era un topo vivo come quello.
Quest'aneddoto ha qualcosa a che vedere con noi. Non siamo un po' tutti come il piccolo principe d'Inghilterra? Abbiamo tutto quello che si può avere, e forse di più di ciò di cui abbiamo bisogno, eppure ci sarà sempre qualcosa di nuovo che desidereranno i nostri avidi occhi. Non siamo mai soddisfatti. Vogliamo sempre qualcosa in più o di meglio. Gesù Cristo conosceva questo difetto umano. Per questo disse che la vita di una persona non dipende dall'abbondanza dei beni che si possiede. Non importa quanto abbiamo, perché le cose materiali non soddisfanno come quelle spirituali che durano in eterno!
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sabato 14 settembre 2013

L'INCREDULITA'


GESÙ APPARE A TOMMASO,  L’INCREDULO              Giovanni 20:24-29



“24Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».  26Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e vedi le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente».
28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»”

Il discepolo Tommaso, viene sempre ricordato come l’icona del discepolo incredulo, mentre sarebbe meglio ricordarlo come colui che riconosce immediatamente la sua incredulità, infatti quando Gesù si presenta la seconda volta, vediamo che non ha bisogno di mettere in atto ciò che aveva in cuore di voler fare, ma tutto sbigottito e perché no anche meravigliato, non accenna minimamente a mettere il dito nelle piaghe di Gesù, ma riesce solo a balbettare «Signor mio e Dio mio!». Gesù amorevolmente rimprovera Tommaso mettendo l’accento su qualcosa che l’apostolo avrebbe dovuto ricordarsi dagli insegnamenti che aveva ricevuto: la fede muove la mano di Dio “Il Signore disse: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: "Sradicati e trapiantati nel mare", e vi ubbidirebbe” Luca 17:6; nell’epistola agli Ebrei, lo scrittore, parlando di fede dice: “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” Ebrei 11:6. Da tutto ciò possiamo trarne degli insegnamenti.

            1)    LE CERTEZZE DI GESÙ
Tommaso era non solo un discepolo di Gesù, ma era di quelli che Gesù aveva scelto, dopo una notte di preghiera, per far parte dei dodici, quindi era uno che aveva seguito Gesù nei vari itinerari, che aveva ascoltato le sue parole, che aveva visto la potenza di Dio in atto, ma che ancora doveva maturare la realtà della vera fede. Tutti i “se” che lui esprime ci danno la reale posizione che questo discepolo ancora viveva, Gesù per lui era morto e sepolto, dimenticando che Gesù aveva parlato della sua morte ma anche della sua resurrezione.
Tommaso rappresenta tutti quei cristiani che vivono la realtà della chiamata di Gesù, che frequentano regolarmente le varie riunioni di culto, che parlano pure di Lui alla gente, ma che avendo poca fede, non vivono la gioia della resurrezione di Cristo e non realizzano che Gesù è morto e risorto anche per lui.
Quanto è importante e preziosa la morte di Gesù sulla croce, ma senza la realtà della sua resurrezione quella morte non avrebbe senso, Gesù probabilmente sarebbe stato ricordato come un grande uomo, un potente profeta ma nient’altro (i due discepoli sulla via di Emmaus). Gesù invece è risorto, la morte non ha potuto trattenerlo, ora è vivente alla destra del Padre che intercede per il peccatore; possiamo e dobbiamo gioire per tale evento storico  e per la sua portata spirituale e universale. La resurrezione di Gesù sancisce la vittoria di Dio sulle forze del male e sul peccato, Satana è sconfitto, il sangue di Gesù è prezioso per la salvezza del peccatore, ALLELUIAH “Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati” 1Corinzi 15:20-22.

            2)    LE CURE DÌ GESÙ
  Dopo la sua prima apparizione, Gesù viene una seconda volta ed espressamente per Tommaso dicendogli: “ metti ...” “credi”. Gesù ha l’urgenza di fare chiarezza nella mente e nella vita di Tommaso, il dubbio e la poca fede sono sinonimi di gravi patologie spirituali, Tommaso era a fianco dei suoi compagni ma rischiava la morte spirituale a causa del virus dell’incredulità .
 Gesù vuole un popolo che viva per la fede e viva di fede, Egli vuole un popolo di veri credenti senza ma e senza se. Il peggior male che possa capitare a un cristiano è quello di smarrire la fede, di allontanare lo sguardo da Gesù e lasciarsi abbattere dal tarlo del dubbio, “fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio” Ebrei 12:2, la mancanza di fede ci fa ricadere pian pianino nell’oblio del peccato e della morte, “Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” Ebrei 10:39. Non disperiamo, certamente verranno dei momenti in cui la nostra fede verrà messa alla prova, scossa dagli eventi traumatici che la vita ci riserva, ma possiamo gioire, Gesù ha a cuore la nostra salute spirituale, possiamo stare certi che non ci lascerà soli, nel momento del bisogno Egli ci starà vicino e saprà come curare le nostre ferite spirituali, non ha lasciato solo Tommaso, non si è dimenticato dei due discepoli sulla via di Emmaus, e certamente non si dimenticherà di nessuno dei suoi figlioli, la sua mano è ogni giorno stesa per tirare fuori, coloro che ama, dalle sabbie mobili del dubbio e dalla delusione.

           3)      LE PROMESSE DÌ GESÙ
“beati quelli che …”Gesù vuole un popolo di beati,che godono di una piena felicità,un popolo che  sa godere dei benefici dell’avere fede, un popolo in cui la realtà della resurrezione deve fare parte integrale del suo bagaglio. È bene ricordarci che in prossimo futuro, la resurrezione e la vita eterna saranno la realtà che Egli ci ha promesso vivremo, l’eternità è a portata di mano e possiamo sicuramente viverla con Lui.
 La certezza della resurrezione di Gesù, e della futura resurrezione del suo popolo, è quella che ci fa vivere con fiduciosa gioia le vicissitudini del presente, le varie tempeste che quasi certamente dovremo attraversare, possiamo vincerle se afferriamo la mano sicura del nostro Salvatore; se non realizziamo un Gesù risorto e vivente il cui parlare è “si  amen”, stiamo vivendo un cristianesimo vuoto e privo di vita, sicuramente sterile.
Il vero credente è tale non perché un giorno ha visto o incontrato Gesù ma perché ha sentito la sua dolce presenza, ha gustato il suo perdono rassicurante e si è abbandonato nelle sue mani con la fiducia di un bambino appena nato; non è il risultato di un fervido ragionamento ma l’esito compiuto di una fede senza riserve in quel sacrificio espiatorio e nel suo storico epilogo “la resurrezione”. Tutto ciò ci fa comprendere perché Gesù usa la parola “beati”, non avere visto e avere creduto ci dà la certezza di essere beati.
“Rendete omaggio al figlio, affinché il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui!” . Salmi 2:12

      CONCLUSIONE
L’insegnamento di Gesù a Tommaso, non rimane racchiuso fra le righe scritte di una pagina, ma ogni qualvolta lo leggiamo, ne sentiamo la freschezza del contenuto la fragranza del suo insegnamento, il gusto del dolce sprone di Gesù che ancora oggi ci incita a rinunciare al nostro insicuro materialismo per abbracciare la certezza della fede che ci fa essere Beati.

Dio ci benedica grandemente.

                               GIACOMO ACETO

venerdì 6 settembre 2013

La vera gioia



“Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore”    Filippesi 3:1.



Se solo per un attimo ci guardiamo intorno, di sicuro vedremo tantissimi volti oscurati dai pensieri a dalle paure che continuamente ci avvolgono, paure del domani e dalle incertezze che ci avvolgono. Tanti giovani subiscono l’incertezza del domani, altri hanno paura di perdere quel poco di certezza che hanno conquistato nel tempo, altri ancora più avanti nell’età hanno paura che la loro vecchiaia potrebbe presentarsi  dolorosa e piena di stenti. Tutto questo, qualcuno dirà giustamente, è la realtà che stiamo vivendo, allora perché dovremmo vedere attorno a noi dei visi gioiosi e allegri?
“Una buona notizia da un paese lontano è come acqua fresca a una persona stanca e assetata” Proverbi 25:25. Certamente per quello che ci circonda c’è poco da stare allegri, ma quando giunge una bella notizia tutto cambia, siamo disposti a mostrare un accenno di sorriso e a mostrare un volto più allegro. Bene , la bella notizia è arrivata, possiamo rilassare il nostro volto, possiamo anche sorridere di gioia se vogliamo, abbiamo dalla nostra parte Gesù, Egli ci ama e ha preso a cuore la nostra causa, i nostri problemi se li è presi di sé, ora possiamo veramente rallegrarci, perché il nostro futuro è nelle sue mani e le sue mani sono le più sicure che avremmo potuto trovare. Vivere in Gesù e per Gesù ci da la certezza che il nostro domani è stabilmente privo di pericolose incertezze perché il suo occhio vigile è attento che il cammino di fede che abbiamo intrapreso sia privo di inciampi, Lui l’ha percorso prima di noi e l’ha reso sicuro proprio per far si che il sorriso ritorni sui nostri volti.
Dio ci benedica.

lunedì 2 settembre 2013

VIENI E SEGUIMI


OBBEDIRE E AMARE



"Io, l'Eterno, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per mano, ti custodirò e ti farò l'alleanza del popolo e la luce delle nazioni" (Isaia 42:6)

Alla chiamata di Gesù, Levi, seduto al banco delle imposte, si alzò senza esitazione. La voce del Maestro doveva essere piena nel contempo di dolcezza e di autorità perché quell'impiegato, carico di responsabilità, obbedisse senza esitazione a un ordine tanto insolito! Egli lasciò tutto, si alzò e seguì GESU'. Obbedire è il primo passo della fede: obbedire alla voce divina che ordina ad ogni uomo di pentirsi. E il secondo passo è obbedire alla chiamata del Signore che invita ciascuno dei suoi riscattati a seguirLo. Obbedire è dunque il modo di procedere del credente: obbedire giorno dopo giorno con gioia a un Signore che ci chiama Suoi amici.
Di quell'esattore obbediente, Gesù ne fece uno dei dodici apostoli, colui a cui avrebbe affidato la redazione del primo dei Vangeli, Levi non era altri che Matteo.
Amare è un altro frutto della fede: amare il Salvatore che ci ha amati per primo, e amare gli altri. L'amore di Levi per Gesù lo spinse a fare un banchetto nella sua casa in onore del Maestro; l'amore di Levi verso gli altri lo spinse a invitare i suoi vicini, i parenti, i suoi collaboratori per porli in presenza di Gesù. Poco gli importarono le critiche: quella gente aveva bisogno del Salvatore, e Gesù era venuto per loro.
Ed è così anche per noi: più affermiamo la grazia di Dio verso di noi, più ci affezioniamo al Signore, e più desideriamo che gli altri ne approfittino a loro volta.

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giovedì 29 agosto 2013

IMPRIGIONATO DA UNA STRISCIA DÌ CARTA


Gesù disse: 'Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Giovanni 8:31, 32)



Un bambino di soli due anni era rimasto chiuso nella sua stanza ed era impossibile aprire la porta perché la polizia, per la fretta di chiudere un bar di cattiva fama, aveva sigillato anche la stanza contigua dove c'era il piccolo che non aveva niente a che vedere col bar.
"Avrei potuto rompere i sigilli e liberare il mio bambino" spiegò il padre ai giornalisti, "ma temevo la legge. Ho dovuto perdere dieci ore prima di ottenere l'ordine dalla polizia di aprire la porta".
Questo caso può sembrare comico al lettore insensibile, ma non fu così per quei genitori che vedevano passare le ore con una lentezza esasperante. Però, il caso di questo bambino imprigionato da una striscia di carta, c'invita a riflettere su molte persone che sono imprigionate da altre cose.
Ci sono persone che non osano uscire di venerdì 17 o di martedì 13, altre inorridiscono se rompono uno specchio o se vedono un gatto nero che gli attraversa la strada o se rovesciano del sale sulla tavola.
Ci sono casi in cui queste superstizioni diventano tanto forti da scatenare un'isteria.
Alcuni non possono uscire di casa se prima non hanno consultato il loro oroscopo giornaliero, certi altri non prendono decisioni di vario genere se non si sono fatti spillare una congrua somma di denaro, consultato il loro mago/a di fiducia, altri vivono con la paura di una malattia mortale, al punto di correre dal medico non appena avvertono un qualsiasi sintomo. Alla fine vivono da schiavi, legati a pregiudizi, senza godere pienamente un solo giorno della vita.
Gesù disse che Egli era venuto per proclamare la verità, e che la Sua verità ci avrebbe resi liberi, liberi dalla paura della morte e della malattia, liberi da odi e rancori, liberi da superstizioni e pregiudizi: una libertà vera e gratuita di cui tutti ne possono usufruire.
Non viver più nella schiavitù della paura ma permetti a Gesù di liberarti dalle catene che ti avvolgono e ti tengono legato al peccato.

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martedì 27 agosto 2013

ESISTE IL DIAVOLO?


“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare” 1Pietro 5:8



Se diamo una sbirciata alle varie programmazioni cinematografiche, vediamo come nel tempo si è arricchito di vari filoni, come film gialli, di fantascienza, drammatici, cartoni, western ecc. ma una in particolare risalta agli occhi del vero credente, le pellicole a sfondo biblico che riguardano in particolar modo il diavolo, l’anticristo, il numero 666, per non palare di possessioni e quant’altro . Per un certo verso è buono che se parli, ma il rischio è che la gente, a lungo andare, pensi che tutto ciò sia solo frutto di fantasia e che il diavolo sia un personaggio di pura invenzione popolare e cinematografica, con tanti effetti sbalorditivi, ma solo effetti. Se questo è il risultato, chi è più contento di questo risultato se non proprio lui, “il diavolo”, perché cosi può agire indisturbato per mettere in atto i suoi loschi piani. La Bibbia ci assicura che questo personaggio non è una pura invenzione, ma pura realtà, infatti lo chiama anche per nome”lucifero”, e ci mette anche in guardia su di lui, perché ha una sua potenza da non sottovalutare e un’astuzia che  mette in campo ogni qualvolta gli si da la possibilità di esercitarla. Questo non vuol dire che dobbiamo avere paura di lui, e neppure che dobbiamo temerlo, ma certamente non sottovalutarlo. Oggi più che mai dobbiamo indossare la completa armatura spirituale: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo”. È bene ricordarci che come ci sono quelli che adorano Dio e si riuniscono per onorarlo, in gran segreto ci sono coloro che si riuniscono per adorare satana, i cosiddetti satanisti, e fra le cose più turpi e indescrivibili  che fanno, pregano satana per distruggere la chiesa. Ecco perché oggi più che mai il cristiano, il vero cristiano è chiamato a santificarsi, per essere un vero combattente tra le schiere dell’Iddio Eterno. Dio ci dia sapienza per vincere nell’unità e nell’umiltà, senza perderci in varie dispute che portano solo a litigi e dolorose divisioni. Sappiamo chi è il nostro nemico e non abbassiamo mai la guardia.
Dio ci benedica.
    GIACOMO ACETO  

venerdì 23 agosto 2013

IL TRENO DELLA GIOIA E DEL DOLORE


"Io vi dico: in quella notte, due saranno in, un letto; l'uno sarà preso, e l’altro lasciato" (Luca 17:34)


Un predicatore, studioso del comportamento umano, racconta che, mentre era fermo nella stazio­ne dei treni, notò che all'arrivo di un treno le persone che si ritrovavano coi parenti si abbracciarono, si rallegrarono e risero di gioia. Dopo notò anche l'arrivo di un gruppo. Guardò con attenzione, e vide un uomo in manette, circondato da poliziotti, che lo stavano accompagnando sul treno per portarlo in prigione. Vide una donna, la moglie del prigioniero, insieme a una bambina. La donna cercò di avvicinarsi e, mentre un poliziotto glielo impedì, un altro disse al collega di lasciarla salutare per l'ultima volta il marito. Allora la poveretta si avvicinò al marito, e lo abbracciò, cominciandogli a piangere sulla spalla. La bambina stringendo le gambe del padre, e piangendo, diceva: "Per favore, non portate via il mio papà!". Dopo un po', uno dei poliziotti tolse dolcemente le braccia di quella donna dal collo del marito, e separò l'inconsolabile bambina dal padre. Il predicatore concluse che quel giorno in stazione, lo stesso treno aveva portato gioia e felicità a tante persone, ma dolore, separazione e giudizio ad altre!"
Da ciò trasse spunto per ricordare alla congregazione che la seconda venuta del Signor Gesù sarà così: gioia e felicità eterna per alcuni, e dolore e sofferenza eterna per altri. Caro amico, l'unico modo per far sì che la seconda venuta di Cristo Gesù sulla terra sia per te, gioia e felicità, è accettandoLo ora come tuo personale Salvatore.

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giovedì 22 agosto 2013

LA MENSA DI DIO



“Perciò, così parla il Signore, DIO: «Ecco, i miei servi mangeranno, ma voi avrete fame; ecco, i miei servi berranno, ma voi avrete sete; ecco, i miei servi gioiranno, ma voi sarete delusi” Isaia 65:13.



È bene sapere che l’Iddio Eterno non è un Dio muto come i vari dei che l’uomo si è costruito, ma è colui che vede, che ode e che parla e  quando proferisce parola, ciò che dice è sempre la verità, ma ancor di più, ciò che afferma profeticamente è quello che dobbiamo aspettarci nel nostro futuro di uomini.
Dio fa una distinzione e quella è l’unica che nel prossimo futuro sarà veramente importante, i suoi servi e quelli che non lo sono. Nelle parole profetiche che abbiamo letto in Isaia 65:13, Dio afferma che i suoi servi avranno un futuro glorioso, infatti parla di servi che non patiranno la fame ne la sete, servi che saranno sempre gioiosi a differenza di chi invece servo suo non lo è perché ha rifiutato il messaggio di salvezza, e questi avranno fame, sete e ancora vivranno nella delusione più amara.
Caro lettore se appartieni al popolo di Dio, a coloro che hanno accettato di servire il Signore, certamente questa profezia deve farti gioire e riempie il tuo cuore di speranza eterna, ma  se appartieni all’altra squadra, sappi che le promesse di Dio sono si e amen. Cerca il Signore fin quando la lancetta del suo orologio ti dà tempo per redimerti, domani sarà troppo tardi. Oggi è il tempo accettevole.

domenica 18 agosto 2013

Chi sono coloro che aspettano il ritorno di Cristo?


               1Tessalonicesi 5:1-11
1 Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro; 5 perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre.
6 Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; 7 poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. 8 Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Dio infatti non ci ha destinati a ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò, consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri, come d'altronde già fate.



Tutti coloro che si definiscono Cristiani, per la maggior parte dicono di attendere il ritorno di Gesù. Ma se a parole tutti lo diciamo, nei fatti la maggior parte sconfessiamo ciò che affermiamo. Nei versetti letti se guardiamo bene dentro, troviamo una chiave di lettura affinché possa risultarci più facile comprendere chi sono veramente coloro che stanno aspettando il ritorno di Cristo. Intanto è bene ribadire la verità che mette in risalto nel testo “il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte”, molti si sono cimentati nel dare date certe su quel giorno e tutti hanno fatto errori madornali perché la verità è che Lui ritornerà “come viene un ladro nella notte” cioè inaspettatamente, Dio si è riservato quel giorno “Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo” Matteo 24:36. Detto questo a noi non resta che aspettare e prepararci per tale evento che sicuramente non è più cosi lontano come duemila anni fa’. Prepararsi a tale evento significa aspettare veramente il suo ritorno, cosa che ci rende veramente suoi figlioli. Ricordiamoci la parabola delle dieci vergini, quelle avvedute entrarono nella sala delle nozze, mentre le altre ne rimasero fuori. A questo punto dobbiamo domandarci : chi sono coloro che veramente aspettano il ritorno di Cristo?.

          1)  I figli della luce.
Al v. 4 dice “Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre” e poi al v. 5 aggiunge “voi tutti siete figli di luce e figli del giorno”, la prima distinzione che l’apostolo Paolo fa è l’essere figli di luce e quindi vivere nel giorno a differenza di coloro che vivono nella notte e nelle tenebre. Coloro che vivono nelle tenebre sono quelli che dormono e si ubriacano, a differenza dei figli di luce che vegliano e sono sobri. Non dobbiamo dimenticare che tutti noi, prima di conoscere Gesù e la salvezza tramite il suo sangue, appartenevamo indistintamente al mondo delle tenebre, ma quando lo S. Santo si è rivelato nella nostra vita facendoci conoscere l’opera redentrice di Gesù e quanto ci ha amato, ci ha portato nel mondo meraviglioso della luce, facendoci diventare figli di luce e figli del giorno. Come prima verità possiamo dire che i figli della luce, cioè i salvati in Cristo, sono coloro che aspettano il suo ritorno. Se abbiamo accettato Gesù come personale salvatore allora abbiamo fatto un passo fondamentale, ora possiamo definirci figli di luce e sicuramente stiamo aspettando il ritorno di Cristo.

    2)   I veglianti.
 È importante mettere anche l’accento sul vegliare, infatti se siamo svegli possiamo aspettare Gesù, ma se alla stessa stregua di coloro che sono nella notte, ci addormentiamo, sicuramente ci dimentichiamo che Gesù sta per tornare. Chiaramente ciò che deve restare sveglio non è il nostro corpo, bensì il nostro spirito, spirito che deve restare sobrio (v.8). Il mondo e la società in cui viviamo cercano continuamente e ci riescono, di distogliere l’attenzione dell’uomo per Gesù e la sua salvezza proponendo metodicamente e in modo martellante qualcosa di nuovo e di affascinante come una sorta di bevanda inebriante per ubriacare; tecnologia, scienza, fantascienza,politica, filosofia, ricchezza, pornografia, desiderio di notorietà e quant’altro,  fanno sì che l’uomo ci si ubriachi e che si allontani sempre più dal suo Salvatore. Se questo ci preoccupa quanto più deve preoccuparci se tutto ciò succede  a coloro che già sono figli di luce e hanno gustato la salvezza. Dio non ama coloro che prendono con leggerezza le cose che lo concernono e chi dorme spiritualmente certamente sta trascurando l’adorazione , la preghiera, la lettura edificante della Sacra Scrittura, quel rapporto intimo con il suo Salvatore. È importantissimo restare svegli e veglianti come una sentinella che fa il suo turno di guardia, perché ciò vuol dire che stimo aspettando il ritorno di Cristo.

  3)      I rivestiti.
Chiarito il concetto di veglianti, dobbiamo in ultimo chiederci come possiamo restare svegli. Se questo pensiero ci rende perplessi, non entriamo in confusione, Dio ci viene in aiuto con i suoi scritti, infatti al v. 8 aggiunge “avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza”. Dio ci conosce e sa che come uomini siamo deboli e inclini al peccato, allora ci mette in condizione di vincere le nostre debolezze fornendoci l’armatura per riparare le nostri parti più deboli e esposte, infatti parla di corazza della fede e dell’amore e ancora dell’elmo della speranza e della salvezza, menzionando però solo due pezzi di quella meravigliosa armatura che viene mirabilmente descritta in Efesini 6:10-20. Qui l’apostolo dice: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo” e fa un dettagliato elenco di ugni pezzo che compone questa armatura e del suo scopo spirituale.
        a)      prendete la verità per cintura dei vostri fianchi;
        b)      rivestitevi della corazza della giustizia;
        c)      mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace;
        d)      prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno.
         e)      Prendete anche l'elmo della salvezza  
         f)       la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
Pertanto possiamo dire che tutti coloro che hanno riparato il loro corpo invisibile con la completa armatura spirituale, e che quindi stanno combattendo la decennale battaglia “contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” Efesini 6:12, sono coloro che veramente stanno aspettando il ritorno di Gesù.

CONCLUSIONE
Abbiamo fatto una domanda all’inizio, “Chi sono coloro che aspettano il ritorno di Cristo?”, a questa domanda non può esserci che una risposta: i figli di Dio che non si sono addormentati  e che stanno combattendo la giornaliera battaglia spirituale rivestiti della completa armatura di Dio. Fratello, sorella, se uno di questi elementi indicati sta mancando nella tua vita, è probabile che tu stia aspettando il ritorno di Gesù solo a parole, dimenticando che Lui è alla porta e quanto prima si sentirà il grido di avviso “Verso mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo, uscitegli incontro!"” Matteo 25:6.

Dio sia grandemente benedetto

GIACOMO ACETO

giovedì 15 agosto 2013

LA BUSSOLA DÌ GERUSALEMME




Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una Parola che dirà: «Questa è la via; camminate in essa!» (Isaia 30:21)



La bussola è una scatola che ha un ago magnetico che, girando su un asse, segnala il nord magnetico. Il nord serve da punto dì riferimento per gli altri punti cardinali perciò la bussola arrivò ad essere uno strumento indispensabile per i navigatori, i topografi e gli esploratori del passato. Il suo ago calamitato li orientava, aiutandoli a trovare ed a mantenere la rotta.
Ashin, un ebreo ortodosso, sviluppò un sistema che mantiene l'ago della bussola segnalando costantemente Gerusalemme in qualunque parte del mondo ci si trovi. Secondo la sua dichiarazione, inventò "La bussola di Gerusalemme" ispirato da Dio stesso.
Nel Salmo 122, il re Davide incoraggia a pregare per la pace di Gerusalemme. Ciò non è detto per: nessuna altra città. È certo che Gerusalemme è teatro di guerre e conflitti da secoli come la Bibbia profetizza, tuttavia è anche la città del gran Re, Gesù, colui che Dio ha dato come rimedio per il male dell'umanità e soluzione per ogni problema.
"La bussola di Gerusalemme", indica una città.
La Bibbia indica la via eterna, è la bussola indispensabile per guidare ogni uomo a Cristo e per far ritrovare la rotta a chi l'ha persa.

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15 Agosto (assunzione) verità ... o ...menzogna?

CHIESA ADI CONEGLIANO: 15 Agosto (assunzione) verità ... o ...menzogna?: L'assunzione di Maria al cielo... la verità per eccellenza o una grossa invenzione umana? Prima di rispondere precipitosamente, vi invi...